Ti guarderanno dall'alto in basso credendosi più grandi di te.
Tu alzati in piedi, lentamente, sorridendo e ricorda loro che eri solo seduto!
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martedì 10 gennaio 2017
sabato 13 agosto 2016
Insopportabili abitudini...
Non se ne accorgono. O forse sì, e godono ancora di più. Perseverano, nel fastidio che arrecano a chi li circonda: magari ai loro stessi amici e familiari, agli estranei di sicuro.
Stanno spalmati in spiaggia sul lettino accanto al tuo, e "accanto" significa praticamente "addosso": perchè a loro, lo spazio previsto non basta. Non è questione di ribellione: è questione di educazione. Loro sono abituati così. Piccole cose, per carità. Dieci centimetri di qua, quaranta di là, inclina di qualche altro grado, spargi ancora un pò la borsa, lancia anche una paletta, a delimitare il nuovo territorio conquistato.
Inutile tentare di parlargli o parlarle: è in trance da abbronzatura. Tranne quando tira fuori lo smartphone e inizia a smanettare. E poi a urlare. Magari a quel punto cammina lungo la battigia, giusto per dare meglio aria ai propri pensieri e fatti personali (e che pensieri, e che fatti...), e condividerli col maggior pubblico possibile. Interessantissimo.
Piccole abitudini, appunto, ma che rovinano la vita degli altri. Non che "gli altri" siano innocenti: ciascuno ha la sua, di modalità fastidiosa. Snervare il prossimo è facile: basta una cicca masticata a bocca aperta, sbattendo rumorosamente, per farti saltare l'equilibrio mentale. Basta della sabbia gettata addosso al momento sbagliato, oppure dell'acqua gelata schizzata sulla pancia mentre azzardi il primo bagno della giornata, col cappuccino e la brioche ancora parcheggiati a metà dello stomaco. Tutte piccolezze, accomunate da un atteggiamento: quello di infischiarsene degli altri e di quanto gli altri ne saranno disturbati.
Gli altri... i figli "degli altri" sono sempre i più maleducati, quelli che non si sanno comportare, in spiaggia, a tavola, perfino durante una passeggiata (non parliamo in aereo, o in chiesa); le automobili "degli altri" sono quelle parcheggiate male, che non mettono la freccia, che rallentano al momento sbagliato, che non si capisce che cosa vogliano fare; i panni e le piante degli altri sono quelli che sgocciolano su nostro balcone, i loro ombrelli quelli che ci bagnano, i loro corpi sono quelli che ci ingombrano la strada, oppure ci prendono a spintoni perchè noi ingombriamo la loro. "Gli altri" sono quelli che cercano di fregare il posto in coda, anche alla vecchietta e alla donna incinta con due gemelli nel passeggino.
Tutte piccole abitudini, certo, ma intollerabili. Perfino per te, che sei così tollerante...
(tratto dall'articolo di Eleonora Barbieri pubblicato oggi su "Il Giornale")
Stanno spalmati in spiaggia sul lettino accanto al tuo, e "accanto" significa praticamente "addosso": perchè a loro, lo spazio previsto non basta. Non è questione di ribellione: è questione di educazione. Loro sono abituati così. Piccole cose, per carità. Dieci centimetri di qua, quaranta di là, inclina di qualche altro grado, spargi ancora un pò la borsa, lancia anche una paletta, a delimitare il nuovo territorio conquistato.
Inutile tentare di parlargli o parlarle: è in trance da abbronzatura. Tranne quando tira fuori lo smartphone e inizia a smanettare. E poi a urlare. Magari a quel punto cammina lungo la battigia, giusto per dare meglio aria ai propri pensieri e fatti personali (e che pensieri, e che fatti...), e condividerli col maggior pubblico possibile. Interessantissimo.
Piccole abitudini, appunto, ma che rovinano la vita degli altri. Non che "gli altri" siano innocenti: ciascuno ha la sua, di modalità fastidiosa. Snervare il prossimo è facile: basta una cicca masticata a bocca aperta, sbattendo rumorosamente, per farti saltare l'equilibrio mentale. Basta della sabbia gettata addosso al momento sbagliato, oppure dell'acqua gelata schizzata sulla pancia mentre azzardi il primo bagno della giornata, col cappuccino e la brioche ancora parcheggiati a metà dello stomaco. Tutte piccolezze, accomunate da un atteggiamento: quello di infischiarsene degli altri e di quanto gli altri ne saranno disturbati.
Gli altri... i figli "degli altri" sono sempre i più maleducati, quelli che non si sanno comportare, in spiaggia, a tavola, perfino durante una passeggiata (non parliamo in aereo, o in chiesa); le automobili "degli altri" sono quelle parcheggiate male, che non mettono la freccia, che rallentano al momento sbagliato, che non si capisce che cosa vogliano fare; i panni e le piante degli altri sono quelli che sgocciolano su nostro balcone, i loro ombrelli quelli che ci bagnano, i loro corpi sono quelli che ci ingombrano la strada, oppure ci prendono a spintoni perchè noi ingombriamo la loro. "Gli altri" sono quelli che cercano di fregare il posto in coda, anche alla vecchietta e alla donna incinta con due gemelli nel passeggino.
Tutte piccole abitudini, certo, ma intollerabili. Perfino per te, che sei così tollerante...
(tratto dall'articolo di Eleonora Barbieri pubblicato oggi su "Il Giornale")
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giovedì 25 dicembre 2014
Le cose più importanti e belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono col cuore.
Le cose più importanti e belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono col cuore. Feliz Navidad. (PCMR53)
La serenità ed il rispetto che dimostriamo a noi stessi e agli altri possano sempre accompagnarci anche nel tempo a venire. Feliz Navidad. Feliz Ano Nuevo. (FF96)
Ti dedico i miei più sentiti auguri di Natale e ti rinnovo, "amico speciale" il mio affetto. Merry Christmas and best wishes for a happy new Year. Il tuo mister Alex Ferguson (Rec82)
La serenità ed il rispetto che dimostriamo a noi stessi e agli altri possano sempre accompagnarci anche nel tempo a venire. Feliz Navidad. Feliz Ano Nuevo. (FF96)
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sabato 29 novembre 2014
Il passato è semplicemente un ricordo, non esiste.
E vivi ora. Il passato è semplicemente un ricordo, non esiste. Sono le tue memorie che accumuli, riordini, falsifichi. Ora invece non falsifichi niente. Quello che ti aspetti dal futuro è una scatola piena di illusioni, vuota. Chi ti dice che si riempirà? "Ora lavoro, poi vado in pensione e vado a pescare". Chi lo sa se ci saranno i pesci? La vita avviene in questo momento ed è in questo momento che uno deve saperne godere. (Tiziano Terzani, da "La fine è il mio inizio")
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