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giovedì 28 novembre 2019

Una folle corsa contro il tempo...


Mi piace pensare alla vita come a un fiume, con rapide e cascate.
Ci sono periodi in cui tutto sembra scorrere liscio. Sei sulla tua canoa, remi con comodo e ti godi il panorama. Un giorno fluisce nell’altro, risolvi ogni piccolo problema e ti rimane anche del tempo per rilassarti. E poi, gradualmente, la corrente accellera; è ancora possibile farcela, ma bisogna impegnarsi un pochino di più. Successivamente arrivano le rapide e di colpo ogni cosa diventa più difficile. Può trattarsi di un nuovo progetto di lavoro, della malattia di qualche membro della famiglia, di un trasloco oppure di un licenziamento. Quale che sia la ragione, in questi momenti governi faticosamente la canoa, lottando per restare a galla. 
La mattina ti svegli con la sensazione di essere già in ritardo e ogni giorno diventa una folle corsa contro il tempo per portare a termine gli impegni. E poi le rapide si fanno più veloci e tu continui ad avanzare in quella direzione. Tu “devi”, “sei costretto”, “non hai altra scelta”. Vai avanti, avanti, avanti. E in lontananza senti già lo scroscio della cascata e ti convinci che la tua unica possibilità sia remare con più vigore. Devi superare quelle rapide, in un modo o nell’altro, e cercare di metterti in salvo. Altrimenti, la cascata ti trascinerà con sé. (Nicholas Sparks, Tre settimane un mondo)

domenica 8 maggio 2016

La morte non è nulla...

Metropolitan Ervin Szabo Library, Budapest

Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perchè quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.
(Epicuro, Lettera sulla felicità a Meneceo)

mercoledì 30 settembre 2015

Una vera e propria ribellione...

Biblioteca Central, Universidad Nacional Autónoma de México.

Tra tutte le storie, la mia preferita era quella di Noè - c'erano pochi uomini e molti animali - e questo mi sembrava già un preludio per essere felici. Negli altri episodi, infatti, gli uomini combinavano solo guai, seminando dolore e morte. Quando venni a conoscenza, poi, della storia di Abramo e Isacco, ebbi una vera e propria ribellione che si spinse fino a rifiutare di disegnare la scena sul quaderno, come mi era stato chiesto da don Mangialupi. "Nò, non lo farò" dissi a voce alta. "Nò?" ripetè incredulo il prete. "Nò" insistetti. "Perchè un Dio così buono che fa gli angeli non può essere così cattivo da chiedere a un padre di uccidere il figlio." (tratto dal romanzo di Susanna Tamaro "Per sempre")

domenica 8 settembre 2013

Bisogna aspettare.............

Bisogna accettare con coraggio tutto quello che gli dei mandano ai mortali, e saper sopportare tanto il bene quanto il male. Bisogna non abbattersi troppo quando va male, nè gioire subito nel bene: bisogna aspettare di vedere come va a finire. (Teognide VI e V sec. a.C.)



martedì 17 maggio 2011