Isola di Mykonos-Greece.
"E ti dico ancora, qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d'aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello. Mai". (Hermann Hesse)
P.S. del 12 luglio 2017.
Oggi, per il tuo compleanno, ti faccio un regalo che non uguaglierà mai la tua amicizia che ogni giorno mi offri incondizionatamente. Auguri felicissimi al grande Febix.
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giovedì 13 luglio 2017
Non accadrà mai...
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sabato 18 giugno 2016
Knecht impallidì per lo spavento...
Isola di Mykonos, Greece by Febix96, (giugno2016).
Ma nella seconda o terza ora di scuola qualcosa avvenne. Si udì bussare alla porta, il bidello entrò, salutò l'insegnante e disse che l'alunno Josef Knecht, doveva presentarsi fra un quarto d'ora al Maestro di Musica; badasse d'essere ben pettinato e di avere le mani e le unghie pulite.
Knecht impallidì per lo spavento, uscì dall'aula barcollando, corse nella sua camerata, depose i libri, si lavò e pettinò, prese tremando l'astuccio con il violino e il fascicolo degli esercizi e, con un groppo in gola, si recò nell'edificio annesso dove erano le sale di musica. Un compagno lo aspettava nella scala, e indicando una delle sale gli disse: "Qui devi aspettare finchè sarai chiamato".
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Non dovette aspettare a lungo, eppure gli parve un'eternità. Nessuno venne a chiamarlo. Vide invece entrare un uomo, molto vecchio come gli parve da principio, non molto alto, con i capelli bianchi, un bel viso chiaro, occhi azzurri, penetranti, il cui sguardo poteva incutere paura, ma era non solo penetrante, bensì anche sereno, di una serenità non ridente o sorridente, ma calma e radiosa.
Egli strinse la mano al ragazzo, gli fece un cenno amichevole, sedette allo sgabello davanti al vecchio pianoforte e disse: "Tu sei Josef Knecht, vero? Pare che il tuo insegnante sia contento di te e credo che ti voglia bene. Vieni facciamo un pò di musica insieme".
(dal romanzo di Hermann Hesse, "Il giuoco delle perle di vetro")
Ma nella seconda o terza ora di scuola qualcosa avvenne. Si udì bussare alla porta, il bidello entrò, salutò l'insegnante e disse che l'alunno Josef Knecht, doveva presentarsi fra un quarto d'ora al Maestro di Musica; badasse d'essere ben pettinato e di avere le mani e le unghie pulite.
Knecht impallidì per lo spavento, uscì dall'aula barcollando, corse nella sua camerata, depose i libri, si lavò e pettinò, prese tremando l'astuccio con il violino e il fascicolo degli esercizi e, con un groppo in gola, si recò nell'edificio annesso dove erano le sale di musica. Un compagno lo aspettava nella scala, e indicando una delle sale gli disse: "Qui devi aspettare finchè sarai chiamato".
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Non dovette aspettare a lungo, eppure gli parve un'eternità. Nessuno venne a chiamarlo. Vide invece entrare un uomo, molto vecchio come gli parve da principio, non molto alto, con i capelli bianchi, un bel viso chiaro, occhi azzurri, penetranti, il cui sguardo poteva incutere paura, ma era non solo penetrante, bensì anche sereno, di una serenità non ridente o sorridente, ma calma e radiosa.
Egli strinse la mano al ragazzo, gli fece un cenno amichevole, sedette allo sgabello davanti al vecchio pianoforte e disse: "Tu sei Josef Knecht, vero? Pare che il tuo insegnante sia contento di te e credo che ti voglia bene. Vieni facciamo un pò di musica insieme".
(dal romanzo di Hermann Hesse, "Il giuoco delle perle di vetro")
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giovedì 16 giugno 2016
Quella notte in discoteca...
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Quella notte in discoteca ridemmo molto. David rimase con me tutto il tempo, non so perchè. Credo gli facesse piacere, con me rideva. "Vuoi?" Mi offrì una sigaretta.
"Si, certo".
Accettai, non volevo fargli nessun torto. Noelia, la ragazza più bella della classe, si avvicinò a David e iniziò a ballargli molto vicino, in maniera decisamente sensuale. David la guardava divertito. Alla fine della canzione, lei se ne andò via, sempre in modo sensuale, proprio com'era arrivata.
(dal romanzo di Albert Espinosa, "La notte in cui ci siamo ascoltati")
Quella notte in discoteca ridemmo molto. David rimase con me tutto il tempo, non so perchè. Credo gli facesse piacere, con me rideva. "Vuoi?" Mi offrì una sigaretta.
"Si, certo".
Accettai, non volevo fargli nessun torto. Noelia, la ragazza più bella della classe, si avvicinò a David e iniziò a ballargli molto vicino, in maniera decisamente sensuale. David la guardava divertito. Alla fine della canzione, lei se ne andò via, sempre in modo sensuale, proprio com'era arrivata.
(dal romanzo di Albert Espinosa, "La notte in cui ci siamo ascoltati")
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mercoledì 30 luglio 2014
Non osai chiedergli delle spiegazioni....................
Un paio di settimane dopo mi invitò nuovamente a casa sua. Tutto si svolse esattamente come la volta precedente: chiacchierammo, osservammo, paragonammo, ammirammo. Anche stavolta, a quanto pareva, i suoi genitori erano assenti, ma io non me ne dolsi, anche perché ero piuttosto timoroso di incontrarli. La quarta volta che ciò avvenne, tuttavia, cominciai a sospettare che non si trattasse di una coincidenza e a temere che mi invitasse unicamente quando i suoi genitori erano via. Nonostante mi sentissi vagamente offeso, non osai chiedergli delle spiegazioni al proposito. Poi un giorno mi tornò in mente la fotografia di quel tipo che assomigliava tanto a Hitler, ma subito mi vergognai di avere sospettato, anche per un attimo, che i genitori del mio amico avessero rapporti con un individuo del genere. (Citazioni da "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman)
1.2. Isola di Lesina (in croato Hvar) - Dalmazia (Croazia)
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lunedì 7 ottobre 2013
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