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lunedì 4 maggio 2020
Il lato migliore...
"Prendi l'abitudine di cercare il lato migliore nelle persone e nelle situazioni. Scoprirai che anche soltanto questo atteggiamento porta all'ottimismo e alla positività. E l'uno e l'altra portano alla serenità."
(P. Wilson)
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sabato 31 ottobre 2015
E' fatale che io debba vivere così...
E' fatale che io debba vivere così, sempre in agitazione, in un'irrequietezza indescrivibile, assetato di desiderio, di mille desideri l'uno più strano ed alto dell'altro, dilaniato dall'amore, torturato dall'arte, pazzo sognatore che reco il cuore palpitante tra la folla impassibile, e cerco come per fatalità, in nuove cose tormenti nuovi, e vivo nel disordine, e lavoro con la stessa foga con cui tiro di spada, o poltrisco in torpori lunghi e spossanti, e languo nelle penombre lente dei salotti, e bevo avido l'aria vasta e la fulgida luce, prodigo, scialacquatore, temerario, generoso, affettuoso, innamorato di te, triste, gaio, da un'ora all'altra, indomabile e indomato. (lettera a Gisella Zucconi, datata 20 marzo 1882, di Gabriele D'Annunzio)
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lunedì 28 settembre 2015
Dimenticare, in un oblio felice...
Trascorre un'ora; le guglie delle chiese e i tetti dei principali edifici iniziano a tingersi della luce del sole che sta appena nascendo; e le strade, pian piano, in modo quasi impercettibile, tornano piene di trambusto e di animazione. I carretti dei mercati si trascinano lentamente; i carrettieri ancora mezzo addormentati incitano con impazienza i cavalli stanchi, o cercano inutilmente di svegliare il ragazzo, che, sdraiato beatamente in cima ai cesti della frutta, si è dimenticato, in un oblio felice, la curiosità così a lungo accarezzata di poter finalmente ammirare le meraviglie di Londra. (Stralcio del primo racconto inedito di Charles Dickens - 1812/1870 - datato 1836 dove raccoglieva le proprie impressioni sulla vita quotidiana della città. E' l'autore inglese di "David Copperfield" e "Oliver Twist")
lunedì 11 maggio 2015
Quei ragazzi insolenti e spavaldi...
Per Jack, originario di un'eccentrica famiglia del Midwest, essere un gentiluomo significava aprire la porta alle signore e non dire parolacce in loro presenza. Era andato al collegio, uno fuori Detroit frequentato da tutti i rampolli della "città dell'auto". Ci si giudicava in base alla macchina, non ai modi o ai vestiti. Sebbene tutti gli studenti fossero tenuti a indossare unifome e cravatta, le giacche erano spesso di grandi magazzini, sgualcite e dozzinali. Perchè preoccuparsi dei vestiti quando si poteva andare su e giù per le stradine alberate di Bloomfield Hill su una Corvette, una Austin-Healey o una Thundebird, o bruciare un uomo d'affari al semaforo su Woodward Avenue? Pur essendo a suo modo un secchione raffinato, Jack era anche abituato alla compagnia dei ragazzi insolenti e spavaldi che abitavano quel mondo chiassoso e tutto al maschile di colpi all'armadietto scolastico, ginocchia sporche di fango, nasi rotti e pasti ingurgitati nell'enorme mensa simil-gotica che chiamavano la "cattedrale dei carboidrati". (tratto dal libro "Jack Holmes e il suo amico" di Edmund White)
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lunedì 20 aprile 2015
Non ne ho avuto il coraggio...
"Ho cercato di nasconderti la verità, ma avrei dovuto sapere che non potevo imbrogliarti a lungo. Chissà, forse sarebbe stato meglio se te ne avessi parlato prima, ma sono un codardo e non ne ho avuto il coraggio. Il fatto è che non sopporto l'idea di ferirti. Eppure non credo di essere l'unico responsabile; non è facile essere all'altezza del tuo concetto di amicizia! Ti aspetti troppo dai comuni mortali, mio caro Hans, cerca, quindi, di capirmi e perdonarmi e, ti prego, non togliermi la tua amicizia." Gli diedi la mano, senza osare di guardarlo negli occhi, per timore che uno dei due potesse scoppiare a piangere. Dopotutto avevamo solo sedici anni. Con gesto lento Konradin richiuse il cancello di ferro che mi separava dal suo mondo. Sapevamo entrambi che non avrei più oltrepassato quel confine e che la casa degli Hohenfels non si sarebbe più aperta ad accogliermi. Konradin si avviò piano verso l'edificio, sfiorò un pulsante e la porta si aprì misteriosamente e senza far rumore. Si voltò e agitò la mano in segno di saluto, ma io non lo ricambiai. I grifoni, con i loro becchi adunchi e gli artigli simili a falci, mi guardavano dall'alto del cancello su cui si ergeva, tionfale, lo stemma degli Hohenfels. Konradin non mi invitò più a casa sua e io accolsi con riconoscenza questa sua delicatezza. Continuammo a frequentarci come se niente fosse successo e lui venne ancora a trovare mia madre, anche se meno frequentemente di prima. Ma sapevamo che le cose ormai erano cambiate e che quell'episodio era l'inizio della fine della nostra amicizia e dell'adolescenza. (da "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman)
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martedì 25 marzo 2014
Vincere la paura.......
"Alcuni di voi e io stesso forse non vivranno fino a vedere il sole sorgere oltre quelle montagne, ma io vi dico, quello che ogni guerriero sa dalla notte dei tempi: vincete la paura e vi prometto che vincerete la morte!" (tratto dal film Alexander Colin Farrell)
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