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lunedì 9 dicembre 2019
Richiamare alla memoria...
"E ancora è comprovato con certezza che ci sono uomini che sanno di molte cose antecedenti la loro nascita, e che quando sono ancora semplici bambini afferrano numerosi fatti con tale celerità da far pensare che non è quella la prima volta che ne vengono a conoscenza, ma semplicemente li richiamano alla memoria e li ricordano." (Cicerone)
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lunedì 4 novembre 2019
Non meritano il tuo pensiero.
Jean-Francois Chaubard
Non prendertela sempre per ogni cosa. Impara a passarci sopra e pensare a te stesso, perchè non tutti ti vogliono bene... non a tutti importa come veramente stai... e non tutti meritano il tuo pensiero. (Anonimo)
Non prendertela sempre per ogni cosa. Impara a passarci sopra e pensare a te stesso, perchè non tutti ti vogliono bene... non a tutti importa come veramente stai... e non tutti meritano il tuo pensiero. (Anonimo)
domenica 3 marzo 2019
Quello che conta...
Nella vita quello che conta è la "coscienza" e chi la tiene pulita non ti evita, ti affronta... (Principe Antonio De Curtis)
giovedì 17 gennaio 2019
L'Infinito
Ernst Fuchs Museum Vienna.
L'Infinito di Giacomo Leopardi
«Sempre caro mi è stato questo colle solitario
e anche questa siepe, che impedisce alla mia vista
una buona parte dell'orizzonte più lontano.
Ma stando seduto e fissando lo sguardo sulla siepe,
io immagino spazi sterminati al di là di quella,
silenzi che vanno al di là della dimensione umana
e profondissima quiete, tanto che per poco
il cuore non si turba e si smarrisce. E non appena odo
le fronde delle piante stormire al vento, così paragono
il silenzio di quegli spazi a quel rumore:
e istintivamente mi viene in mente l'idea dell'eternità,
le ere storiche già trascorse e dimenticate, e quella attuale e
ancor viva, con il suo suono. Così il mio pensiero
sprofonda in quest'immensità:
ed è dolce naufragare in questo mare.»
L'Infinito di Giacomo Leopardi
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.»
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.»
e anche questa siepe, che impedisce alla mia vista
una buona parte dell'orizzonte più lontano.
Ma stando seduto e fissando lo sguardo sulla siepe,
io immagino spazi sterminati al di là di quella,
silenzi che vanno al di là della dimensione umana
e profondissima quiete, tanto che per poco
il cuore non si turba e si smarrisce. E non appena odo
le fronde delle piante stormire al vento, così paragono
il silenzio di quegli spazi a quel rumore:
e istintivamente mi viene in mente l'idea dell'eternità,
le ere storiche già trascorse e dimenticate, e quella attuale e
ancor viva, con il suo suono. Così il mio pensiero
sprofonda in quest'immensità:
ed è dolce naufragare in questo mare.»
giovedì 3 gennaio 2019
Provaci a raggiungermi...
"Prendimi, prova a prendermi, a bruciare le mie partenze adesso. Muoviti tra le rapide del mio vivere con la mia esperienza.
Provaci a raggiungermi con il peso dei tuoi rimpianti addosso.
Facile troppo facile giudicare e poi non buttarsi in gioco mai..."
(Renato Zero)
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lunedì 26 novembre 2018
Sono solo parole...
Fontana di Trevi, Rome. (foto by Phil51 del 20.11.2017)
E
allora vai, vai, non pensarci, non permettere che le parole ti trafiggano, sono
solo parole, la gente ne dice milioni tutti i giorni e quasi sempre senza
neanche pensare.
Fai in modo che ti scivolino addosso, nessun giudizio è
insindacabile e definitivo, l’unico che conta è il tuo!
(Federica
Bosco, Innamorata di un
Angelo)
domenica 24 giugno 2018
La linea retta...
Dipinto di David Ligare. Achilles and the body of Patroclus.1986
Il grande architetto Antoni Gaudì sosteneva che "La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio".
Il grande architetto Antoni Gaudì sosteneva che "La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio".
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sabato 13 gennaio 2018
Mentire a se stesso...
Opera di François-Louis Schmied.1250. (French, 1873-1941), Baigneurs, Vallée du Draa, Maroc, 1936.
Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna
arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né
intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri. (Fëdor Michajlovič Dostoevskij)
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giovedì 6 aprile 2017
La fedeltà...
Mount Roraima, South America
Un cane vale più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato lo stesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene lo stesso, lo abbandona e lui le è fedele lo stesso. Il cane è un signore, tutto il contrario dell'uomo.
(da un'intervista rilasciata da Totò, ovvero il Principe Antonio De Curtis a Oriana Fallaci)
Un cane vale più di un cristiano. Lei lo picchia e lui le è affezionato lo stesso, non gli dà da mangiare e lui le vuole bene lo stesso, lo abbandona e lui le è fedele lo stesso. Il cane è un signore, tutto il contrario dell'uomo.
(da un'intervista rilasciata da Totò, ovvero il Principe Antonio De Curtis a Oriana Fallaci)
venerdì 9 dicembre 2016
Fai attenzione al tuo carattere...
"Kloster Ganden Monastery"
Fai attenzione ai tuoi pensieri perchè i tuoi pensieri diventano le tue parole.
Fai attenzione alle tue parole perchè le tue parole diventano le tue azioni.
Fai attenzione alle tue azioni perchè le tue azioni diventano le tue abitudini.
Fai attenzione alle tue abitudini perchè le tue abitudini diventano il tuo carattere.
Fai attenzione al tuo carattere perchè il tuo carattere diventa il tuo destino. (Lao Tzu)
Fai attenzione ai tuoi pensieri perchè i tuoi pensieri diventano le tue parole.
Fai attenzione alle tue parole perchè le tue parole diventano le tue azioni.
Fai attenzione alle tue azioni perchè le tue azioni diventano le tue abitudini.
Fai attenzione alle tue abitudini perchè le tue abitudini diventano il tuo carattere.
Fai attenzione al tuo carattere perchè il tuo carattere diventa il tuo destino. (Lao Tzu)
venerdì 22 luglio 2016
Le persone che lasciano il segno...
Mi piacciono le persone che lasciano il segno. Non cicatrici. Sono
quelle persone che entrano in punta di piedi nella tua vita e la attraversano
in silenzio. Parlano i gesti non la voce alta, gridano le emozioni non la
rabbia.
Mi piacciono le persone che lasciano il segno, lì in quel piccolo posto chiamato cuore… sono quelle che mai se ne andranno perchè quel posto se lo sono conquistato con le piccole attenzioni di ogni giorno.
(Stephen Littleword, Aforismi)
Mi piacciono le persone che lasciano il segno, lì in quel piccolo posto chiamato cuore… sono quelle che mai se ne andranno perchè quel posto se lo sono conquistato con le piccole attenzioni di ogni giorno.
(Stephen Littleword, Aforismi)
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domenica 27 marzo 2016
Aspettare il momento giusto...
Quando
non si sà che fare.. quando si è resi sordi dal frastuono della vita, ed
accecati brutalmente dalle sue luci, quando si è confusi e ci si sente come una
barchetta di carta in un oceano in tempesta… bisogna essere capaci di fermarsi.
Sedersi lì al margine, in bilico sul bordo di questa voragine onnivora che è la
vita, e fare una cosa che ormai non c’e più concessa: Aspettare.
Aspettare
il momento giusto, o la cosa giusta, o la persona giusta, senza agguantare
nella mischia ciò che ci capita davanti. (“Shan Sa” pseudonimo di “Yan Ni”, autrice e pittrice francese)
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giovedì 25 febbraio 2016
I sogni non hanno fretta...
Opera di Renso Castaneda.
I sogni sono sempre senza data e non hanno fretta se si dovranno avverare. Sono sospesi tra il cielo e la terra e sono in balìa dei venti. Regalano sempre emozioni e portano nelle tue braccia la carezza dell'impossibile. (tratta da "Uguali ma diversi" di Iginio Carvelli)
I sogni sono sempre senza data e non hanno fretta se si dovranno avverare. Sono sospesi tra il cielo e la terra e sono in balìa dei venti. Regalano sempre emozioni e portano nelle tue braccia la carezza dell'impossibile. (tratta da "Uguali ma diversi" di Iginio Carvelli)
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sabato 13 febbraio 2016
Following a bird... (inseguendo un uccellino...)
"Se la musica vi fa piangere, non avete dubbi, è quella giusta".
"Noi diciamo che perdersi è brutto, ma perdere le paure e i pregiudizi è un bene".
"La musica siamo noi. La musica è una cosa che condividiamo. Noi mettiamo le mani ma la cosa più importante che esiste è ascoltare".
"Noi diciamo che perdersi è brutto, ma perdere le paure e i pregiudizi è un bene".
"La musica siamo noi. La musica è una cosa che condividiamo. Noi mettiamo le mani ma la cosa più importante che esiste è ascoltare".
(Ezio Bosso, pianista, compositore, direttore d'orchestra)
venerdì 18 dicembre 2015
L'amore senza speranza...
"Io so a memoria la miseria, e la miseria è il copione della vera comicità. Non si può far ridere se non si conoscono bene il dolore, la fame, il freddo, l'amore senza speranza... e la vergogna dei pantaloni sfondati, il desiderio di un caffellatte, la prepotenza esosa degli impresari... Insomma non si può essere un vero attore comico senza aver fatto la guerra con la vita". (Principe Antonio de Curtis, in arte Totò)
"Sono nato un 15 febbraio: acquariano, porta buono. Ma l'anno, che importanza può avere? Un attore non lo deve mai sapere. L'importante è sentirsi giovani. E io mi sento giovane e sempre pronto - se dovesse presentarsi un'occasione favorevole - a tornare ancora una volta sul palcoscenico e a togliere dal "cassetto dei ricordi" quel piumetto che un bersagliere del Terzo mi gettò una sera dal loggione ai tempi di "Eravamo sette sorelle". Quel piumetto che diede vita alla mia più felice e sfrenata improvvisazione..." (Principe Antonio de Curtis, in arte Totò)
lunedì 14 dicembre 2015
Quando ho capito che...
Seattle - Washington
Quando ho capito che ogni mattina avrei rivisto quella luce, non riuscivo a capacitarmi della mia fortuna... Decisi di non lasciare Nizza e vi rimasi tutta la mia vita (Henri Matisse)
Porto - Portugal
Quando ho capito che ogni mattina avrei rivisto quella luce, non riuscivo a capacitarmi della mia fortuna... Decisi di non lasciare Nizza e vi rimasi tutta la mia vita (Henri Matisse)
Porto - Portugal
venerdì 20 novembre 2015
Aoh, me 'a voi dà sta cica?
Opera di Carlo Bertocci.
Sul cavalcavia della stazione Tiburtina, due ragazzi spingevano un carretto con sopra delle poltrone. Era mattina, e sul ponte i vecchi autobus, quello per Monte Sacro, quello per Tiburtino III, quello per Settecamini, e il 409 che voltava subito sotto il ponte, giù per Casal Bertone e l'Acqua Bulicante, verso Porta Furba, cambiavano marcia raschiando in mezzo alla folla, tra i tricicli e i carretti degli stracciaroli, le biciclette dei pischelli e i birrroccioni dei rossi burini che se tornavano calmi calmi dai mercati verso gli orti della periferia. Anche i marciapiedi scrostrati ai lati del ponte, erano tutti pieni di gente: colonne di operai, di sfaccendati, di madri di famiglia scese dal tram al Portonaccio, proprio sotto i muraglioni del Verano e che trascinavano le borse piene di carciofoli e cotiche, verso le casupole della via Tiburtina, o verso qualche grattacielo, costruito da poco, tra i rottami in mezzo ai cantieri, ai depositi di ferrivecchi e di legname, alle grosse fabbriche di Fiorentini, o della Romana Compensati. Proprio in cima al ponte, tra la marea di macchine e di pedoni, i due ragazzi che trascinavano il carretto a strappi, senza badare agli zompi che faceva sulle buche del selciato, e andandosene più adagio che potevano, si fermarono, e si misero a sedere sui bordi del carretto. Uno tirò fuori dal fondo d'una saccoccia una cicca e se l'accese. L'altro appoggiato al bracciale di una poltrona, a striscioni rossi e bianchi, aspettò il suo turno per tirare una boccata, e per il caldo si tolse di sotto i calzoni la maglietta nera. Ma l'altro continuava a fumare senza badargli. "Aoh", fece allora, "me 'a voi dà sta cica?" "Tiè, basta che te stai zitto", disse l'altro passandogliela. (tratto dal libro di Pier Paolo Pasolini, "Ragazzi di vita")
Sul cavalcavia della stazione Tiburtina, due ragazzi spingevano un carretto con sopra delle poltrone. Era mattina, e sul ponte i vecchi autobus, quello per Monte Sacro, quello per Tiburtino III, quello per Settecamini, e il 409 che voltava subito sotto il ponte, giù per Casal Bertone e l'Acqua Bulicante, verso Porta Furba, cambiavano marcia raschiando in mezzo alla folla, tra i tricicli e i carretti degli stracciaroli, le biciclette dei pischelli e i birrroccioni dei rossi burini che se tornavano calmi calmi dai mercati verso gli orti della periferia. Anche i marciapiedi scrostrati ai lati del ponte, erano tutti pieni di gente: colonne di operai, di sfaccendati, di madri di famiglia scese dal tram al Portonaccio, proprio sotto i muraglioni del Verano e che trascinavano le borse piene di carciofoli e cotiche, verso le casupole della via Tiburtina, o verso qualche grattacielo, costruito da poco, tra i rottami in mezzo ai cantieri, ai depositi di ferrivecchi e di legname, alle grosse fabbriche di Fiorentini, o della Romana Compensati. Proprio in cima al ponte, tra la marea di macchine e di pedoni, i due ragazzi che trascinavano il carretto a strappi, senza badare agli zompi che faceva sulle buche del selciato, e andandosene più adagio che potevano, si fermarono, e si misero a sedere sui bordi del carretto. Uno tirò fuori dal fondo d'una saccoccia una cicca e se l'accese. L'altro appoggiato al bracciale di una poltrona, a striscioni rossi e bianchi, aspettò il suo turno per tirare una boccata, e per il caldo si tolse di sotto i calzoni la maglietta nera. Ma l'altro continuava a fumare senza badargli. "Aoh", fece allora, "me 'a voi dà sta cica?" "Tiè, basta che te stai zitto", disse l'altro passandogliela. (tratto dal libro di Pier Paolo Pasolini, "Ragazzi di vita")
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mercoledì 4 novembre 2015
Amo ferocemente, disperatamente la vita...
Opera di Christian Schoeler.
Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l'erba, la gioventù. L'amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. (dal libro di Pier Paolo Pasolini, "Il cinema in forma di poesia")
Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l'erba, la gioventù. L'amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. (dal libro di Pier Paolo Pasolini, "Il cinema in forma di poesia")
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martedì 3 novembre 2015
Pei lungoteveri a rimorchiare...
"Palladio", Teatro Olimpico di Vicenza.
Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima s'era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù alla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il vescovo lo cresimò. (tratto dal romanzo "Ragazzi di vita" di Pier Paolo Pasolini)
Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima s'era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù alla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il vescovo lo cresimò. (tratto dal romanzo "Ragazzi di vita" di Pier Paolo Pasolini)
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venerdì 28 agosto 2015
Evitare di manifestare grande esultanza o grande dolore.
Nessun avvenimento dovrebbe indurci a manifestare grande esultanza o grande dolore, sia per la mutevolezza di tutte le cose che potrebbero da un momento all'altro modificarlo, sia per la fallacia del nostro giudizio riguardo a quanto può esserci di vantaggio o di danno: pressochè a ognuno è capitato di lamentarsi per qualcosa che in seguito si è rivelato quanto di meglio era possibile per lui, e di aver esultato per una cosa che poi è divenuta per lui fonte di gravissime sofferenze. Qui si consiglia invece l'atteggiamento così bene descritto da Shakespeare:
"I have felt so many quirks of joy and grief
that the first face of neither, on the start,
can woman me unto it."
traduzione:
"Ho già provato tanti salti di gioia e di dolore
che al loro primo manifestarsi non mi abbandonerò subito,
come una donnetta, a nessuno dei due".
In generale chi conserva la calma di fronte a ogni possibile disgrazia mostra di conoscere quanto enormi e innumerevoli siano i mali che minacciano l'esistenza: per cui egli considera quello subito una piccolissima parte di quanto potrebbe accadere: è l'atteggiamento degli stoici, secondo cui non si deve mai essere "conditionis humanae oblitus" (tradotto: "Dimentico della condizione umana"), ma occorre essere sempre memore che l'esistenza umana, in linea di massima, è una ben triste e miseranda sorte, e che i mali a cui è esposta sono infiniti. (di Arthur Schopenhauer - "Aforismi sulla saggezza del vivere")
1.2.3. Opere di Kendric Tonn.
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