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domenica 17 maggio 2020
Inventarsi un piacere...
"Sono solo le persone superficiali ad avere bisogno di anni per liberarsi da un'emozione. Un uomo che sia padrone di se stesso può porre fine a un dolore con tanta facilità quanto può inventarsi un piacere."
(Oscar Wilde)
mercoledì 1 gennaio 2020
L'arte fondamentale della vita...
"L'arte fondamentale della vita è quella di ritrovare il senso di quell'ininterrotto flusso vitale che continuamente si perde nella nostra memoria e dal quale ci siamo singolarmente distaccati."
(Prefazione di H.G. Wells alla prima edizione del libro "Diartio di un uomo deluso" di W.N.P. Barbellion pseudonimo di Bruce Frederick Cummings)
(Prefazione di H.G. Wells alla prima edizione del libro "Diartio di un uomo deluso" di W.N.P. Barbellion pseudonimo di Bruce Frederick Cummings)
sabato 7 dicembre 2019
Frammento storico...
La mia vita, come l'ho vissuta, m'è sembrata spesso come una storia senza un inizio e senza una fine. Ho avuto sempre la sensazione di essere un frammento storico, un brano di cui mancasse il testo che veniva prima e quello che veniva dopo.
Potrei anche immaginare che forse sono vissuto in secoli precedenti, dove mi sono imbattuto in quesiti cui non sono stato capace di rispondere; e che son dovuto rinascere perchè non avevo portato a termine il compito che mi era stato assegnato.
(Carl Gustav Jung)
Potrei anche immaginare che forse sono vissuto in secoli precedenti, dove mi sono imbattuto in quesiti cui non sono stato capace di rispondere; e che son dovuto rinascere perchè non avevo portato a termine il compito che mi era stato assegnato.
(Carl Gustav Jung)
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martedì 26 novembre 2019
Sono quelli che abbiamo perso...
"Il fatto è che la magia di una nuova conoscenza non dura mai abbastanza. Alla fine vogliamo sempre chi non possiamo avere.
Sono quelli che abbiamo perso o che non hanno mai saputo della nostra esistenza a lasciare il segno. Gli altri ne sono solo una misero eco". (Brano tratto dal romanzo di Andrè Aciman, "Cercami").
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giovedì 14 novembre 2019
Ero stanco ed irritato...
Era una caldissima giornata di agosto, la canicola incombeva
ancora, inclemente come una cappa di piombo. Stavo
in fila con le auto in attesa di imbarcarmi. Ero
stanco ed irritato, mi ero svegliato molto presto, dopo una notte difficile,
agitata. Il viaggio in treno per raggiungere il molo era stato allucinante.
Sembrava non finisse mai. Avevo i nervi a fior di pelle e saettavo per niente.
Come se mi avesse morso una vipera. La nave era ormeggiata: alta, enorme,
mastodontica. Stava scaricando quelli che la vacanza l’avevano finita: facce nere
e abbronzate. Le auto erano piene all’inverosimile di materassini, palloni e
teli da mare stesi sui vetri a riparare dal sole. Le automobili vomitate dal
traghetto non finivano mai.
E se non fosse stato che l’altra apertura della
nave dava in mare aperto, si sarebbe detto che entravano da una parte per
uscire dall’altra, in un girotondo continuo. I viaggiatori, fuori dalle auto,
boccheggiavano madidi di sudore. Le lamiere delle auto stipate in lunghe file
sul molo, riverberavano il sole come padelle. Mi legai i capelli dietro la
nuca: il sudore mi aveva bagnato tutto il collo.
Dopo un tempo interminabile,
le auto cominciarono a muoversi e finalmente salii sul traghetto. Il viaggio fu
lungo e noioso, ma almeno, come avevo sperato, non soffrii il caldo. Verso le diciotto
la nave attraccò nel porto. Il molo era affollatissimo e per sbarcare ci misi
quasi un’ora. Friederich era già lì ad
aspettarmi.
Ci salutammo con una leggera smorfia che
traspariva dai nostri volti e ci avviammo verso un viale di pavè alberato, dove stavano in lunga
fila tanti pullman nel centro storico del borgo
medievale, tutto costruito in pietra. In
piazza tanti tavolini davanti al bar, coperti da ombrelloni colorati. ("Ci sono Storie...")
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domenica 27 gennaio 2019
Vogliono molto...
Historische Bibliothek der Franckeschen Stiftung (Glaucha, Deutschland)
Le
persone non sono mai soddisfatte. Se hanno poco, vogliono molto. Se posseggono
molto, desiderano ancora di più. Se hanno in sorte ancora di piu, pretendono di
essere felici con poco, tuttavia non sono capaci di fare un solo sforzo per
realizzare questa aspirazione.
(Paulo Coelho, Il Vincitore è solo)
lunedì 31 dicembre 2018
Ho scritto versi negli spazi vuoti dell'esistenza...
Ho fatto della terra la mia amata.
Ho imparato dalla volpe che cosa significa essere scaltri.
Ho visto iceberg capovolgersi.
Ho vissuto di sole promesse, durante i gelidi inverni.
Ho scritto versi negli spazi vuoti dell'esistenza e ho compreso che una persona può sognare in grande anche su un piccolo cuscino.
(Bergsveinn Birgisson, "Risposta a una lettera di Helga")
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domenica 30 dicembre 2018
Una promessa mancata.
Ci
sono istanti in cui tutto sembra possibile e tutto può cambiare.
In cui tutto è a portata di mano. Facile e bello.
In cui tutto è a portata di mano. Facile e bello.
E poi di colpo un dubbio, la
paura di sbagliare e di non aver capito bene quello che il cuore sente davvero. E puff. Niente.
Una promessa mancata. (Scusa ma ti voglio sposare di
Federico Moccia)
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venerdì 28 dicembre 2018
La solitudine non è vivere da soli...
Hyde Park.
La solitudine non è vivere da soli, la
solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che
sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci
sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia
e la radice.
(Josè Saramago, L’anno
della morte di Ricardo Reis)
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martedì 11 dicembre 2018
La ragazza dei miei sogni...
E quando le nostre labbra si incontrarono, fui certo che avrei potuto vivere cent’anni e visitare tutti i paesi del mondo, ma che niente avrebbe eguagliato l’intensità di quell’istante in cui baciavo per la prima volta la ragazza dei miei sogni pensando che il nostro amore sarebbe durato per sempre. (Nicholas Sparks)
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lunedì 26 novembre 2018
Sono solo parole...
Fontana di Trevi, Rome. (foto by Phil51 del 20.11.2017)
E
allora vai, vai, non pensarci, non permettere che le parole ti trafiggano, sono
solo parole, la gente ne dice milioni tutti i giorni e quasi sempre senza
neanche pensare.
Fai in modo che ti scivolino addosso, nessun giudizio è
insindacabile e definitivo, l’unico che conta è il tuo!
(Federica
Bosco, Innamorata di un
Angelo)
domenica 25 novembre 2018
La delusione è un dolore...
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la
delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi.
Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la
vendetta. Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado
s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.
(Un
capello pieno di ciliegie, Oriana
Fallaci)
domenica 27 maggio 2018
Amore senza limiti...
Pur sapendo che era assurdo chiedersi come sarebbe stata la sua vita se loro fossero rimasti insieme, ultimamente era stata assalita con maggiore frequenza dall'impulso di tornare in quei luoghi. Più lo faceva, più i ricordi riemergevano intensi, avvenimenti e sensazioni dimenticati che riaffioravano dalle profondità del passato. Lì era facile ripensare a quanto si fosse sentita forte quando stava con Dawson, e come lui l'avesse fatta sempre sentire unica e bella. Ricordava con estrema lucidità che Dawson era stata l'unica persona al mondo in grado di capirla veramente. Ma soprattutto, ricordava l'amore senza limiti che aveva provato per lui e la passione tenace con cui lui l'aveva ricambiata. (tratto dal romanzo di Nicholas Sparks "Il meglio di me").
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mercoledì 23 maggio 2018
Identificarsi con i poeti...
Spostarsi dormendo all'aperto divenne la sua passione, trascorreva ore nei boschi, sedeva sotto le querce fischiettando o suonando la chitarra per i castori, le oche selvatiche e gli aironi azzurri.
I poeti sanno che isolarsi nella natura, lontano dagli uomini e dalle cose artefatte, giova nell'anima, e Noah si era sempre identificato con i poeti. (tratto dal romanzo di Nicholas Sparks "Le pagine della nostra vita".)
I poeti sanno che isolarsi nella natura, lontano dagli uomini e dalle cose artefatte, giova nell'anima, e Noah si era sempre identificato con i poeti. (tratto dal romanzo di Nicholas Sparks "Le pagine della nostra vita".)
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giovedì 8 marzo 2018
Sono come te.
"Sono come te" ha detto. "Mi ricordo tutto." Mi sono fermato un secondo. Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c'è più nulla da dire in questa vita, allora una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perchè ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome. (tratto dal romanzo di Andrè Aciman "Chiamami col tuo nome" pag. 271)
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venerdì 30 giugno 2017
Sei una meta impossibile...3
"Non mi interessa apparire ai tuoi occhi, sono convinto che apprezzerai la mia sensibilità, non ho ancora i peli sul petto, ho ancora tempo per diventare un vero uomo. Sento dire che gli opposti si attraggono, ma quella è tutta chimica, noi siamo persone, e se vogliamo dirla tutta la carica positiva è attratta da quella negativa, ma in realtà un doppietto elettronico di una stessa carica è sempre stato lì, unito, senza respingersi. Giro troppo intorno alle parole, a quest'età mi sento già il signor nessuno che ha represso parte della sua fanciullezza, ed è difficile ammettere ora, che io sia attratto da te. Quando ti vedo entrare la mattina, col tuo solito ritardo, i brividi cavalcano il mio corpo, ho le mani sudaticce, e non posso evitare di non guardarti. Non posso dire che sia innamorato di te, non so cosa significhi la parola amore, sarà l'età, sarà che non ne ho mai ricevuto, ma quando lo scoprirò, spero di stare accanto a te. Vincenzo". (dal libro "Io non mi vendo" di Vincenzo Fiore).
martedì 27 giugno 2017
Sei una meta impossibile... 2.
Tunnel Costiera Amalfitana.
"Quando sei nervosa ho notato che a te piace giocherellare con i capelli, o mordi il tappo della tua penna. Credo che in fondo io e te siamo uguali, sempre lì in silenzio, ci portiamo dietro un'infanzia feroce, chiusi nel nostro guscio e strisciamo in questo mondo di cui non sentiamo i fenomeni. Sarei pronto a raccontarmi a te, a volte è più facile parlare con uno sconosciuto piuttosto che con un famigliare. Ti scrivo perchè non so se riuscirei a parlare dall'emozione dinanzi a te, la mia fragilità non reggerebbe i tuoi occhi distratti, mentre metto a nudo i miei pensieri. Anche ora mi sento impacciato, ho già strappato fogli per i molti errori." (dal libro di Vincenzo Fiore, "Io non mi vendo")
"Quando sei nervosa ho notato che a te piace giocherellare con i capelli, o mordi il tappo della tua penna. Credo che in fondo io e te siamo uguali, sempre lì in silenzio, ci portiamo dietro un'infanzia feroce, chiusi nel nostro guscio e strisciamo in questo mondo di cui non sentiamo i fenomeni. Sarei pronto a raccontarmi a te, a volte è più facile parlare con uno sconosciuto piuttosto che con un famigliare. Ti scrivo perchè non so se riuscirei a parlare dall'emozione dinanzi a te, la mia fragilità non reggerebbe i tuoi occhi distratti, mentre metto a nudo i miei pensieri. Anche ora mi sento impacciato, ho già strappato fogli per i molti errori." (dal libro di Vincenzo Fiore, "Io non mi vendo")
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lunedì 26 giugno 2017
Sei una meta impossibile...
Duomo di Amalfi.
"So di non essere il più bello tra i ragazzi, non porto i pantaloni a vita bassa, il mio sorriso non è perfetto, e i miei capelli sono tagliati male da un vecchio barbiere. Sei una meta impossibile, il sogno di tutti noi ragazzi, chiedo a me stesso perchè ci provo con te, se mai nessuna mi ha dato corda. Forse perchè credo che non sei una persona di superficie, so che non ti fermi alle apparenze, non badi ai contorni del mio bicipide. Anche se non te ne accorgi, o forse si, ti guardo costantemente in classe, ma hai sempre la testa sui libri, o al massimo guardi in faccia al professore. Ho sempre sperato che almeno in un momento i nostri sguardi si incrociassero, e che tu scavassi nel profondo dei miei occhi, per vedere chi sono realmente. Da due anni ormai, passiamo ore nella stessa aula, ho voglia di avvicinarmi a te, ma ho paura di un tuo rifiuto". (tratto dal libro "Io non mi vendo" di Vincenzo Fiore)
"So di non essere il più bello tra i ragazzi, non porto i pantaloni a vita bassa, il mio sorriso non è perfetto, e i miei capelli sono tagliati male da un vecchio barbiere. Sei una meta impossibile, il sogno di tutti noi ragazzi, chiedo a me stesso perchè ci provo con te, se mai nessuna mi ha dato corda. Forse perchè credo che non sei una persona di superficie, so che non ti fermi alle apparenze, non badi ai contorni del mio bicipide. Anche se non te ne accorgi, o forse si, ti guardo costantemente in classe, ma hai sempre la testa sui libri, o al massimo guardi in faccia al professore. Ho sempre sperato che almeno in un momento i nostri sguardi si incrociassero, e che tu scavassi nel profondo dei miei occhi, per vedere chi sono realmente. Da due anni ormai, passiamo ore nella stessa aula, ho voglia di avvicinarmi a te, ma ho paura di un tuo rifiuto". (tratto dal libro "Io non mi vendo" di Vincenzo Fiore)
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martedì 4 aprile 2017
Il dolore vive in silenzio.
"Quando scrivo i ricordi entrano nel cervello, assaltano il cuore, ho la pelle d'oca, sulla schiena viaggiano liberi brividi che paralizzano il corpo, ed ecco gli occhi che diventano lucidi, una lacrima solca il mio viso.
Le lacrime sono lo sgradevole retrogusto delle giornate uggiose che ti tormentano l'anima. Ti sfoghi, ti confidi, il tempo cicatrizza, ma il dolore di un vita si nasconde, vive in silenzio, è sempre in agguato, pronto a pugnalarti. (tratto dal romanzo di Vincenzo Fiore "Io non mi vendo")
Le lacrime sono lo sgradevole retrogusto delle giornate uggiose che ti tormentano l'anima. Ti sfoghi, ti confidi, il tempo cicatrizza, ma il dolore di un vita si nasconde, vive in silenzio, è sempre in agguato, pronto a pugnalarti. (tratto dal romanzo di Vincenzo Fiore "Io non mi vendo")
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sabato 18 giugno 2016
Knecht impallidì per lo spavento...
Isola di Mykonos, Greece by Febix96, (giugno2016).
Ma nella seconda o terza ora di scuola qualcosa avvenne. Si udì bussare alla porta, il bidello entrò, salutò l'insegnante e disse che l'alunno Josef Knecht, doveva presentarsi fra un quarto d'ora al Maestro di Musica; badasse d'essere ben pettinato e di avere le mani e le unghie pulite.
Knecht impallidì per lo spavento, uscì dall'aula barcollando, corse nella sua camerata, depose i libri, si lavò e pettinò, prese tremando l'astuccio con il violino e il fascicolo degli esercizi e, con un groppo in gola, si recò nell'edificio annesso dove erano le sale di musica. Un compagno lo aspettava nella scala, e indicando una delle sale gli disse: "Qui devi aspettare finchè sarai chiamato".
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Non dovette aspettare a lungo, eppure gli parve un'eternità. Nessuno venne a chiamarlo. Vide invece entrare un uomo, molto vecchio come gli parve da principio, non molto alto, con i capelli bianchi, un bel viso chiaro, occhi azzurri, penetranti, il cui sguardo poteva incutere paura, ma era non solo penetrante, bensì anche sereno, di una serenità non ridente o sorridente, ma calma e radiosa.
Egli strinse la mano al ragazzo, gli fece un cenno amichevole, sedette allo sgabello davanti al vecchio pianoforte e disse: "Tu sei Josef Knecht, vero? Pare che il tuo insegnante sia contento di te e credo che ti voglia bene. Vieni facciamo un pò di musica insieme".
(dal romanzo di Hermann Hesse, "Il giuoco delle perle di vetro")
Ma nella seconda o terza ora di scuola qualcosa avvenne. Si udì bussare alla porta, il bidello entrò, salutò l'insegnante e disse che l'alunno Josef Knecht, doveva presentarsi fra un quarto d'ora al Maestro di Musica; badasse d'essere ben pettinato e di avere le mani e le unghie pulite.
Knecht impallidì per lo spavento, uscì dall'aula barcollando, corse nella sua camerata, depose i libri, si lavò e pettinò, prese tremando l'astuccio con il violino e il fascicolo degli esercizi e, con un groppo in gola, si recò nell'edificio annesso dove erano le sale di musica. Un compagno lo aspettava nella scala, e indicando una delle sale gli disse: "Qui devi aspettare finchè sarai chiamato".
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Non dovette aspettare a lungo, eppure gli parve un'eternità. Nessuno venne a chiamarlo. Vide invece entrare un uomo, molto vecchio come gli parve da principio, non molto alto, con i capelli bianchi, un bel viso chiaro, occhi azzurri, penetranti, il cui sguardo poteva incutere paura, ma era non solo penetrante, bensì anche sereno, di una serenità non ridente o sorridente, ma calma e radiosa.
Egli strinse la mano al ragazzo, gli fece un cenno amichevole, sedette allo sgabello davanti al vecchio pianoforte e disse: "Tu sei Josef Knecht, vero? Pare che il tuo insegnante sia contento di te e credo che ti voglia bene. Vieni facciamo un pò di musica insieme".
(dal romanzo di Hermann Hesse, "Il giuoco delle perle di vetro")
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