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venerdì 5 maggio 2017

Essere uomini di buona volontà...



Ho debuttato nel campionato di calcio C.S.I., nell'ottobre 1967, ad Abellinum con la squadra del collegio del Carmine, “Gigi Meroni”. La muta di gioco completamente granata ci era stata regalata dal presidente del Torino. Ancora oggi mi sento molto vicino alla gloriosa squadra, nonostante il mio tifo è indirizzato verso colori opposti, ma in questo mondo il rispetto verso gli altri viene prima di tutto. Apprezzo moltissimo il messaggio su F.B. del portiere della Nazionale azzurra Buffon, un vero monito per tutti, che pubblico volentieri.



"In una bella giornata post vittoria, il mio pensiero va ai cugini del toro, ai loro tifosi e a quei gloriosi giocatori che hanno reso orgogliosa la nazione intera e il popolo granata.
Onore a voi campioni del Grande Torino, in eterno, e siano perdonati coloro che si macchiano di atti inqualificabili, come deridervi o mancarvi di rispetto ancor oggi che sono passati quasi 70 anni.
I morti sono morti e non rompono i coglioni a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispettati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano.
W la rivalità... W lo sfottò... W il campanilismo... W la sportività... W la vita nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un po' meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena consapevolezza, si è più morti dei morti.
Mi provoca ribrezzo e rabbia sentire torturare ancor oggi i nostri 39 angeli dell'Heysel: non macchiamoci delle stesse colpe. Siamo uomini. Dobbiamo distinguerci se vogliamo seminare qualcosa di duraturo e costruttivo per l'umanità che arranca. Non accontentiamoci d'essere mediocri e vili solo per rifarci di uno sgarbo subito.
In certe situazioni è meglio essere vittime che carnefici perché i carnefici saranno condannati dalla vita a strisciare nell'inferno della loro vacua esistenza. Le vittime patiranno il male subito, ma poi capiranno che essere diversi dai propri aguzzini darà forza e sicurezza per affondare la vita su valori autentici e per farsi portatori di bellezza, coscienza, rispetto, lealtà, senza precludere nulla alla competizione o rivalità.
Tifosi della Juve, mi rivolgo a voi perché so di potermelo permettere dopo tutto quello che abbiamo condiviso insieme.
Tifosi della Juve, fatemi essere veramente orgoglioso di voi perché se pensiamo e crediamo davvero che lo stile Juve rappresenti e indichi dei valori meritevoli ed assoluti che ci caratterizzano, non è concepibile profanare e violare la sensibilità di chi ha sofferto e soffre ancora: non insudiciamo affetti, sentimenti e ricordi.
Un abbraccio a chi crede che, anche e soprattutto nello sport, sia necessario essere uomini di buona volontà.
Ora, domani, sempre e per sempre #FinoAllaFine!!!
 

lunedì 1 dicembre 2014

Bisognerebbe vivere la giovinezza quando si è vecchi.................................

Bisognerebbe vivere la giovinezza quando si è vecchi, per prenderla nel modo giusto. Per accorgersi quanto sia bella e preziosa. Per non sprecarla. (Cesare Maldini, calciatore, allenatore, CT azzurro)

giovedì 26 giugno 2014

Il vero dramma è il dolore ed il vuoto che staziona dentro di noi. Arrivederci Ciro.

Lo spirito di una persona appena deceduta può chiedere agli angeli di portare aiuto e conforto a chi è rimasto.  Non posso fare a meno di sorridere ogni volta che penso quanto sia assurdo che si debba morire per poter chiedere agli angeli di portare aiuto a chi resta. Non occorre che aspettiamo di essere in preda al dolore e alla disperazione: ogni giorno, oppure una volta al mese o una volta all’anno, dovremmo dire “voglio che i miei angeli mi stiano vicini in tutto quello che faccio”. Attraverso questa semplice richiesta, autorizziamo gli angeli ad aiutarci. (Lorna Byrne, Un angelo tra i capelli).


"Oggi non è gradita la presenza delle istituzioni che si sono nascoste in questi 50 giorni di dolore. Il nostro sentito grazie al personale medico e paramedico del policlinico Gemelli per la loro umanità e professionalità e a quei napoletani come il proprietario dell'albergo romano che ci ha fatto sentire il calore e l'affetto della nostra città. Al presidente del Napoli, al sindaco di Napoli e al presidente della ottava municipalità di Napoli va tutta la nostra riconoscenza".