sabato 21 marzo 2009

Ferrari 2008 di Via Tomacelli Roma

Piazza di Pietra Roma

lunedì 9 marzo 2009

La solitudine

L'amore platonico è un affetto sentimentale reale, travagliato, incerto, combattuto intimamente, nascosto e intriso di malinconia. Ad ogni sussulto ti travolge e il piacere che ne deriva cancella, in un'attimo, la fatica che occorre per dominare gli impulsi.

Angeli ribelli

La muta notte che mi circonda
supera le sbarre della tua prigione.
Libero nel mondo è il tuo spirito adesso
e mani negate ti sfiorano il corpo.
Il vento è il nostro solo compagno.
La notte ha lasciato le sue porte socchiuse
e voliamo oltre i confini della terra
dove i ribelli sono liberi dalle catene.

venerdì 13 febbraio 2009

Buon compleanno amico mio

Vivo nella speranza di non perdere mai la tua amicizia e ti auguro che la felicità e la gioia acquisita ti aiutano a realizzare tutti i sogni della tua vita.
Buon compleanno amico mio. Ricordami quando sei felice.

martedì 3 febbraio 2009

Emozione incontenibile


--> La nostra amicizia…..valica montagne impervie, attraversa mari in burrasca, sconfigge fantasmi del passato e provoca nel mio cuore un’emozione incontenibile che mi lascia senza respiro…… E' sempre pronta a rinascere, ogni volta più grande , più profonda, più bella. Nessuna sensazione è così viva e, in certi momenti, è più forte di me. E un amicizia così non può morire….. E' immortale!
Ricordati che un amico sarà sempre felice per te se tu sarai felice…. L’invidia esiste soltanto nel cuore di quelle persone che non sanno accettare la tua felicità.
(S.BAMBAREN)

giovedì 22 gennaio 2009

martedì 20 gennaio 2009

Pensieri stupendi di viaggi lontani


Amico


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…..Amico è bello, Amico è tutto, è l’Eternità.
E’ quello che non passa mentre tutto và…….

giovedì 15 gennaio 2009

Ferrari F60 2009

Questa la scheda tecnica della nuova F60, la 55esima monoposto di F1 del team di Maranello:
AUTOTELAIO: in materiale composito a nido d'ape con fibra di carbonio.
CAMBIO: longitudinale Ferrari, differenziale autobloccante. Comando semiautomatico sequenziale a controllo elettronico con cambiata veloce. Numero di marce: 7 più la retro.
FRENI: a disco autoventilanti in carbonio Brembo
SOSPENSIONI: indipendenti con puntone e molla di torsione anteriore/posteriore.
PESO: 605 kg (con acqua, olio e pilota).
CERCHI: Bbs (anteriori e posteriori) da 13". Sistema di recupero dell'energia cinetica (Kers) Ferrari in collaborazione con Magneti Marelli.
MOTORE: tipo 056. Numero cilindri: 8. Blocco cilindri in alluminio microfuso, V di 90 gradi; numero di valvole 32; distribuzione pneumatica; cilindrata totale 2.398 cc; alesaggio e pistoni 98 mm; peso 95 kg; iniezione elettronica digitale Magneti Marelli; accensione elettronica Magneti Marelli statica.
BENZINA: Shell V-Power Ulg-66L/2, lubrificante Shell.
Il calendario 2009
29 marzo - Australia, Melbourne
5 aprile - Malesia, Sepang
19 aprile - Cina, Shanghai
26 aprile - Bahrein, Sakhir
10 maggio - Spagna, Barcellona
24 maggio - Monaco, Montecarlo
7 giugno - Turchia, Istanbul
21 giugno - Gran Bretagna, Silverstone
12 luglio - Germania, Hockenheim
26 luglio - Ungheria, Budapest
23 agosto - Europa, Valencia
30 agosto - Belgio, Spa
13 settembre - Italia, Monza
27 settembre - Singapore, Singapore
4 ottobre - Giappone, Suzuka
18 ottobre - Brasile, Interlagos
1 novembre - Abu Dhabi, Abu Dhabi

giovedì 1 gennaio 2009

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale 2008


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Non esisteranno confini, ostacoli e distanze, che impediranno al nostro amore di attraversare il cuore, lasciando emozioni che non si cancellano. Succede solo a noi che facciamo insieme “un volo” che ci porta in questa grande immensità, dove nessun rumore possa arrivare... In qualunque posto giungerai, io ci sarò, e tra le cose che vivi, io vivrò. Se tutto è vero come noi, non finirà mai.

mercoledì 17 dicembre 2008

La vera amicizia

Non è facile definire l'amicizia, sentimento fra i più nobili e belli e, proprio per questo, fra i più rari. Più raro dell'amore perchè la sua essenza non è la passione, ma il sentimento. Nell'amicizia non c'è la diffidenza che c'è anche negli amori più forti, ma la fiducia. Una fiducia fondata sulla stima. Io posso amare una donna malvagia e volgare, una megera calcolatrice e fedifraga, ma non potrò mai esserle amico. Potrò solo essere amico di chi ha la mia stessa sensibilità, la mia stessa lealtà, i miei stessi gusti e disgusti, la mia stessa morale, i miei stessi principi, di chi condivide con me quei valori che rendono la vita degna di essere vissuta, e senza i quali, prima degli altri, tradiremmo noi stessi.L'amicizia ha un costo, ma i benefici che la ripagano non hanno prezzo. Ci s'infiamma per una donna o per un uomo anche a prima vista, e quando il nostro cuore batte per un altro o per un'altra, i suoi palpiti sfuggono a ogni controllo. Quando l'attrazione fisica diventa imperiosa e irresistibile, noi ne cadiamo in balia e solo il suo appagamento ci restituisce, con la pace dei sensi, quella dello spirito e quel discernimento che ci consente di valutare con lucidità e senza pregiudizi gli accadimenti esterni i loro protagonisti.L'amicizia è una conquista lenta e progressiva che può anche richiedere anni. Finchè non si penetra nell'animo del futuro sodale, sviscerandone le intime pieghe, svelandone i segreti, scoprendone le debolezze, ma anche la forza, i vizi e le virtù, le abdicazioni e le aspirazioni, finchè, insomma, non sapremo tutto, o tutto quello, che è possibile sapere di un altro esser umano, l'amicizia non avrà il definitivo suggello. L'amicizia, proprio perchè non ha altri fini se non quello di arricchirsi e di consolidarsi, può durare tutta una vita.Nessuna sfida perduta per colpa di un amico, nessuna prova fallita per la sua inesperienza scalfiscono l'intensità e la luminosità di questo sentimento. Si è amici sempre, ovunque, e nessuna avversità, per quanto severa, potrà far vacillare il potente legame. L'amico, il vero amico, non ci volge mai le spalle ed è sempre pronto ad accorrere in nostro aiuto, a starci vicino, a confortarci, ad asciugare le nostre lacrime perchè è parte di noi.Purtroppo, non tutti coloro che si proclamano amici sono amici. C'è chi ci offre il suo braccio e il suo conforto, chi ci attesta la sua devozione non perchè amico nostro, ma della nostra fortuna. Quando questa ci abbandona, anche il sedicente amico, con pretestuosi distinguo o con penose menzogne, o senza troppe spiegazioni, con cinismo e ingratitudine, si allontana da noi, salvo rifarsi vivo se la buona sorte torna a dispensarci i suoi favori, nella speranza o nell'illusione, di esserne nuovamente partecipe e beneficiario.Facciamo tesoro delle parole di Hubbard: "Amico è chi sa tutto di te e nonostante questo gli piaci". O di Francis Bacon: "L'amicizia raddoppia le gioie e divide a metà le sofferenze".(A tu per tu R:Gervaso)

martedì 16 dicembre 2008

Efebo di Maratona

Statua bronzea (330 a.C.), rinvenuta nel 1925, al largo di Maratona. Rappresenta, con l'espressione spirituale e malinconica, le opere della scuola di Prassitele.

Cratere attico detto Vaso Francois

Roberto Vecchioni. Il Professore riscopre la Spiritualità.


"A sessanta anni ho riscoperto la spiritualità. Ho superato la rabbia e lo sconforto sapendo che ci si può salvare con la forza dell'amore".
"Sono un credente e un cristiano che però usa anche l'intelletto. Quindi la mia fede è lacerata e al tempo stesso rafforzata dai dubbi. Mi piace questa non certezza, ma la scoperta di mille possibili speranze e verità".
"Nel mio nuovo spettacolo alto e impegnativo parlo di Dio e del Natale riflettendo e anche un pò giocando. Ci sono brani come Vissi d'arte di Puccini ed altri che trattano del mio rapporto con Dio come Le rose blu, Blumun,Sogna ragazzo sogna. Eseguo arie di Handel, lo Sabat mater di Jacopone, Jingle Bells e Tannenbaum in versione jazz. Il tutto inframmezzato da testi di Giovanni Paolo II e Madre Teressa di Calcutta, Gandhi e poesie come Ode alla pace di Neruda, Borges, Gassman. Insomma un incontro tra parole e musica che testimoni l'amore e la pace.

lunedì 15 dicembre 2008

Magari


Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...
Sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie.. magari
Magari toccasse a me
ho esperienze e capacità
trasformista per vocazione
per non morire, che non si fa...
Puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà.. magari!
Magari toccasse a me
Un po' di quella felicità... magari
Saprò aspettare te
domani, e poi domani, e poi... domani
Io come un ombra ti seguirò
la tenerezza ed il talento mio
Non ti deluderò
la giusta distanza io
Sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io.. mi provi... mi provi
Idraulico cameriere
all'occorrenza mi do da fare
Non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore
ma questa volta dovrò riuscirci
guardarti in faccia senza arrossire... magari...
Se tu mi conoscessi
certo che non mi negheresti.. due ali
Che ho un gran disordine nella mente
e solo tu mi potrai guarire... rimani
Io sono pronto a fermarmi qui
il cielo vuole così
Prendimi al volo e poi
non farmi cadere più da questa altezza sai
non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!? Magari..

“Per saper morire bisogna aver saputo vincere.”


-->Non conoscevo Marco Pantani, il “Pirata”, ma conosco la depressione. La conosco bene, la conosco da quasi cinquanta anni, da quando, per la prima volta, ero ragazzo (avevo appena finito il liceo), ne fui vittima. Churchill, che ne soffrì per tutta la vita, la chiamava “il cane nero”, e mai definizione fu più azzeccata. Un “cane nero”, un mastino che ti s’insinua nei precordi e te ne sovverte i ritmi, ti penetra nelle viscere e te le macera, fino a ustionartele. Ti ghermisce quanto meno te lo aspetti, ma non ti affronta, come tanti altri mali, di petto: ti aggira, ti blandisce, ti circuisce. Diventa il tuo padrone, anzi il tuo tiranno e tu, se cadi nei suoi lacci, se non eludi le sue insidie, ne diventi l’ostaggio, lo zimbello, la vittima. Non ti dà tregua e, dopo averti stordito, assiste, impassibile e implacabile, alla tua agonia. T’instilla ancestrali sensi di colpa, ti paralizza gli arti, ti congela il pensiero. Si fa sadicamente gioco di te e, senza che tu te ne renda conto, ti trasforma in complice. Lo maledici, ma lo assecondi; gli volti le spalle per sottrarti ai suoi perfidi artigli, ai suoi subdoli tentacoli. Ma non ce la fai. Cerchi di cacciarlo, ma le forze ti mancano e quelle superstiti ti vengono meno. Irretito da una dannata fascinazione, lo insegui, poi torni sui tuoi passi e lui ti porta dove vuole e dove tu non vorresti andare. Ti ripieghi su te stesso, piangi, imprechi. I colori, prima si stemperano nel grigio, poi assumono tinte sempre più fosche, fino a quelle ferali del lutto. La depressione non è solo il più oscuro dei mali, ma, forse, anche il più antico. In nessun altro momento della vita, per quanto drammatico, ci sentiamo così indifesi, così disarmati, in balia di tutto e di nulla. Ci chiediamo perché, ma le nostre angosciose domande restano senza risposta, cadono nel vuoto. Stringiamo i denti, serriamo i pugni, tendiamo fino allo spasimo i muscoli della volontà: niente. E’ come se il mondo, il mondo intero, si fosse coalizzato contro di noi, quasi che volesse punirci per peccati non commessi, per colpe di cui mai ci siamo macchiati. All’alba, quando il sole sta per sorgere e la giornata per cominciare, il “cane nero” , schiumante di rabbia, sfodera i suoi incisivi e i suoi canini e ti sbrindella il ventre. Ti viene meno il respiro, la favella ti s’inceppa, e tu, con gli occhi persi, vorresti urlare, liberarti dall’orribile presa, lanciare l’estremo “S.o.s.” Ma non puoi, non ce la fai, e la mortificante impotenza ti fa desiderare la morte, la fine di tutto. Non importa a che prezzo; non importa se il più insano dei gesti costernerà chi ti ama e vorrebbe aiutarti. In questo marasma psichico, in questo assurdo sconcerto della mente, in questo offuscamento della ragione, segnato nel corpo e stremato nel fisico, invochi Atropo. Venga, la più funesta delle Parche, venga, si precipiti con le sue lugubri cesoie e spezzi senza esitazione e remissione il filo di un’esistenza diventata un calvario. Faccia il suo dovere di giustiziera, assolva il suo mesto compito, ponga l’estremo suggello a una vita piena di tormenti e senza più speranze. Non ci risparmi e non perda tempo. Vogliamo solo morire, e solo lei può appagarci. Non abbia pietà di noi: ci farebbe il più grave dei torti. Eppure, in tante tenebre, sepolti e soffocati nel tunnel della depressione, c’è un momento, fugace come un attimo, un flash della provvidenza, che pensavamo ci avesse dimenticato e anche irriso, c’è un momento in cui una scintilla improvvisa, un lampo fatale attraversa la nostra mente e la illumina. Lo percepiamo fuggevolmente, ma tanto basta a risvegliarci dall’ossessivo letargo, a rianimarci lo spirito. Ci rendiamo conto, per quanto accasciati e sconsolati, che non tutto è perduto, che qualche chance di riscossa ancora l’abbiamo, che la volontà, fiaccata dalle avversità, può ancora reagire ai suoi staffili. Ci accorgiamo che se molte risorse ci sono venute meno, altre, fin allora latenti, sono pronte a mobilitarsi per mettere in fuga il “cane nero”. A fatica ritroviamo noi stessi, la forza di lottare e l’orgoglio di vincere. Abbiamo sofferto e nessuna umiliazione ci è stata risparmiata. Ora basta. Ora passeremo all’attacco. Ora mostreremo anche noi le unghie, i denti, i muscoli. L’incubo è finito. Usciremo dal tunnel, rivedremo il cielo e riassaporeremo le gioie della vita. Marco Pantani questa forza, per fortuna non l’ha avuta e si è lasciato morire. Solo come un cane, divorato dal “cane nero”.(Roberto Gervaso)