domenica 30 novembre 2008

Marco Pantani, Il “Pirata solitario”


(Cesena, 13 gennaio 1970 – Rimini, 14 febbraio 2004) è stato uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi. E’, a tutt'oggi, l'ultimo italiano ad avere vinto il Tour de France, nel 1998 (33 anni dopo Felice Gimondi) e l'ultimo ciclista, in assoluto, insieme a Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain ad avere vinto, nello stesso anno, il Giro e il Tour.
La sua esplosione come ciclista professionista avvenne al Giro del 1994 con le vittorie di tappa di Merano e Aprica (con il durissimo Mortirolo) e con il secondo posto in classifica generale. Al suo debutto nel Tour del 1994 finì terzo in classifica generale dietro a Miguel Indurain e Piotr Ugrumov, vincendo la maglia bianca come miglior giovane, pur senza riportare alcun successo di tappa.
L'anno successivo, arrivarono i primi successi di tappa al Tour, nella leggendaria Alpe d'Huez e nella tappa pirenaica di Guzet Neige. Nel Campionato mondiale disputatosi in Colombia quell'anno, si classificò terzo dietro Abraham Olano e Miguel Indurain. Proprio quando sembrava agli inizi di una grande carriera, venne investito da un'automobile durante la Milano-Torino, incidente che gli provocò la frattura in due punti di una gamba e il rischio di una prematura interruzione dell'attività agonistica.
Ritornò a correre nel 1997, ma al Giro d'Italia subì un nuovo incidente, nella discesa dal passo del Chiunzi, a causa di un gatto che attraversò la strada al passaggio del gruppo, e fu costretto al ritiro. Questa volta recuperò velocemente e ritornò in sella al Tour dello stesso anno, dove lottò a lungo per la maglia gialla, riportando altri due successi parziali ancora all'Alpe d'Huez, staccando Ullrich e Virenque, e a Morzine.
Il Giro e il Tour nel 1998 Nel 1998 Marco Pantani si impose al Giro d'Italia. Rivaleggiando con gli specialisti della lotta contro il tempo, come Alex Zülle, attaccò ripetutamente sulle montagne e fu in grado di guadagnarsi un margine abbastanza grande da compensare la sua debolezza a cronometro, raggiungendo la vittoria finale e numerosi successi di tappa.
Nel Tour dello stesso anno, Pantani battè finalmente Ullrich, staccandolo di quasi nove minuti nella tappa di montagna conclusa a Les-Deux-Alpes. Alla partenza Pantani aveva quasi 5 minuti da recuperare a Jan Ullrich: attaccò dunque sul Galibièr a quasi 70 kilometri dal traguardo e giunse all'arrivo in solitaria; dopo quella tappa il distacco non venne più colmato e Pantani divenne il primo italiano a vincere il Tour dopo Felice Gimondi nel 1965.
Le cose cambiarono per Pantani al Giro del 1999: la mattina del 5 giugno del 1999 a Madonna di Campiglio, quando era al comando con parecchi minuti di vantaggio sul secondo in classifica e con ben quattro tappe già vinte, vennero resi pubblici i risultati dei controlli del giorno precedente, dai quali risultava nel sangue di Pantani un livello di globuli rossi superiore al consentito. Il valore di ematocrito riscontrato a Pantani fu infatti del 52%, contro il 50% massimo valore consentito dai regolamenti, oltre al margine di tolleranza dell'1%. Pantani venne sospeso per 15 giorni, il che comportava l'esclusione dalla corsa rosa.


Comunque Pantani non risultò mai positivo a un controllo antidoping. L'unica associazione del Pirata con le pratiche di doping è relativa alle dichiarazioni di Jesus Manzano, reo confesso, che cita Pantani in un contesto in cui si accusano vari ciclisti di alto livello degli anni novanta, organizzatori, tecnici e sponsor. Vengono alimentati in seguito dei dubbi su un eventuale "complotto" ai danni di Pantani.
Celebre la lettera di Renato Vallanzasca alla madre del ciclista, Tonina, dell'8 novembre 2007. In breve Vallanzasca sostiene che un suo amico, habitué delle scommesse clandestine, lo abbia avvicinato cinque giorni prima del "fatto" di Madonna di Campiglio consigliandogli di scommettere sulla sconfitta di Pantani per la classifica finale, e assicurandogli che «il giro non lo vincerà sicuramente lui».
Pantani non partecipa di sua volontà al Tour del '99 fino a che non si fa luce su Madonna di Campiglio. In quel periodo la bicicletta non fa più parte della sua vita. Braccato dai media ed in preda ad una forte depressione, Marco resta chiuso in casa. Esce poco e non per andare in bici. Le poche volte che, con un guizzo d'orgoglio, torna in sella deve fare i conti con gli insulti dei passanti che lo etichettano come un dopato, il dopato d'italia. L'inizio del 2000 è un anno difficile, Marco fatica ad ingranare e la preparazione per il Giro si fa sempre più frammentata fino a diventare inesistente. Il problema della cocaina è superato in vista del Giro ma la preparazione fisica non è adatta ad una corsa così dura. Oramai nella Mercatone Uno si pensa ad un Giro senza Marco, con Garzelli capitano.
A sorpresa Marco partecipa al Giro all'ultimo istante. La sua prova è incolore causa la forma non ottimale. E' spento e nelle salite non brilla. Risorge invece sull'Izoard dove fa da gregario al capitano Garzelli, poi vincitore della classifica generale, e va ad agguantare un secondo posto di tappa che fa ben sperare.
Nonostante un anno d'inattività, Pantani partecipò al Tour de France del 2000. Anche se fuori dalla lotta per gran parte della corsa, si mise in luce confrontandosi con Lance Armstrong sulla salita del Mont Ventoux. In quella dura tappa Pantani perse inizialmente terreno per poi recuperare e staccare tutti gli altri e addirittura il vincitore dell'anno prima, Lance Armstrong. Lo statunitense poi lo andò a riprendere, e i due arrivarono appaiati al traguardo, dove Pantani vinse. Successivamente, Armstrong, durante un'intervista dichiarò apertamente d'aver lasciato la vittoria al Pirata. Qualche giorno dopo Pantani decise di attaccare di nuovo, nella tappa di Courchevel: recuperò i fuggitivi (l'ultimo ad arrendersi fu José Maria Jiménez) e andò a vincere in solitaria, staccando lo stesso Armstrong di ben 50 secondi.
Nonostante l'episodio della squalifica a causa dei valori troppo alti dell'emato-crito, Pantani rimase popolare tra i suoi ammiratori, che non smisero mai di osannarlo e che preferivano pensare al grande scalatore del passato, ai suoi attacchi esplosivi sulle montagne che rendevano eccitante la corsa.
Il 21 giugno 2003 Pantani entrò in una clinica del Nord Italia specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con i medici personali. Nel 2003 iniziarono anche a girare le voci di una possibile tossicodipendenza favorita dalla grave depressione.
Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani fu trovato morto nella stanza D5 del residence "Le Rose" di Rimini. L'autopsia rivelò che la morte era stata causata da un arresto cardiaco, conseguente a un'overdose di cocaina. L'autopsia sul corpo del campione dopo la tragica morte ha escluso qualsiasi assunzione di sostanze dopanti al di fuori della cocaina stessa, assunta comunque in un periodo in cui non gareggiava (considerata sostanza dopante che può incrementare la resa atletica poco dopo l'assunzione, ma molto limitante per atleti in periodi di astinenza).
La morte di Pantani lasciò sgomenti tutti gli appassionati delle due ruote, per la perdita di un grande corridore;uno degli sportivi italiani più popolari, protagonista nel bene e nel male di tante imprese.
Per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d'Italia assegna ogni anno ad una salita (la più "rappresentativa") il titolo "Montagna Pantani", onore concesso fino allora solo al Campionissimo Fausto Coppi, con la "Cima Coppi" (il passo più alto percorso dal Giro). Nel 2004 la salita è stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo, nel 2007 la salita che giunge al Santuario di Oropa, dove Pantani vinse al Giro del 1999. Nel 2008 ancora una volta il Mortirolo, nella tappa del 31 maggio.
Palmarès
1994 (3 vittorie) - classifica giovani al Tour de France
2 vittorie al Giro d'Italia (Merano e Aprica) - 2° al Giro d’Italia.
• 1995 (4 vittorie)-1 tappa al Giro della Svizzera -classifica giovani al Tour de France 2 vittorie al Tour de France (Alpe d’Huez-12.7.1995 e Guzet Neige Pirenei-16.7.1995) - 3° al Campionato del Mondo in Colombia.
• 1997 (7 vittorie)-Eliminazione Circuito di Bologna-Classifica finale Circuito di Bologna-Rominger Classic - Criterium di Pijnacker - Due ruote per Carpi 2 vittorie al Tour de France (Alpe d’Huez-17.7.1997 e Morzine-19.7.1997)
• 1998 (20 vittorie) - 1 tappa alla Vuelta a Murcia - Classifica Gran Premio della Montagna alla Vuelta a Murcia - Criterium di Bologna - Classifica finale Attraverso Losanna - 1a e 2a prova Attraverso Losanna - Ole Ritter Classic - Criterium di Surhuisterveen - Criterium di Chateaulin - Criterium di L'Aquila - Criterium Luxemburgo Rominger Classic - Classifica finale Criterium Comunidad de Valencia
Classifica finale Giro d'Italia
Classifica del Gran Premio della Montagna al Giro d'Italia
2 vittorie al Giro d'Italia (Piancavallo PN e Plan di Montecampione)
Premio Azzurra d'Italia
Classifica finale Tour de France
2 vittorie al Tour de France (Plateau-de-Beille-22.7.1998 e Les Deux Alpes-27.7.1998)
• 1999 (8 vittorie) - Classifica finale Vuelta a Murcia - 1 vittoria di tappa Vuelta a Murcia Classifica Gran Premio della Montagna alla Vuelta a Murcia - 1 tappa alla Settimana Catalana - Classifica finale Coppa Italia a Squadre
4 vittorie al Giro d'Italia (Campo Imperatore Gran Sasso d’Italia – Oropa – Alpe di Pampeago – Madonna di Campiglio)
• 2000 (4 vittorie) - Criterium di Stiphout - Criterium Acht van Chaam
2 vittorie al Tour de France (Mont Ventoux-13.7.2000 e Courchevel 16.7.2000)

sabato 29 novembre 2008

Antonio de Curtis, Principe Imperiale di Bisanzio".


Totò nome d'arte di Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis (Napoli15.2.1898-Roma15.04.1967) è stato un attore, compositore e poeta italiano. E’ considerato uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano.
Nato, nel rione Sanità, in via Santa Maria Antesaecula, al 2° piano del civico 109, come Antonio Vincenzo Stefano Clemente ed adottato nel 1933 dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas (il padre naturale, il marchese Giuseppe De Curtis, lo riconobbe legalmente soltanto nel 1937) nel 1945 il tribunale di Napoli gli permise di aggiungere vari cognomi e predicati nobiliari, riconoscendogli «il diritto di potersi attribuire il nome della casata ed i titoli». Sicché Totò divenne Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d'Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo.
Totò spaziò in tutti i generi teatrali, con oltre 50 titoli, dal variété all'avanspettacolo di tipo burlesque, alla "grande rivista" di Michele Galdieri, passando per il cinema, con 97 film interpretati dal 1937 al 1967, visti da oltre 270 milioni di spettatori, un record nella storia del cinema italiano, e la televisione con una serie di 9 telefilm diretti da Daniele D'Anza.
Grande maschera nel solco della tradizione della Commedia dell'Arte, accostato di volta in volta a comici come Buster Keaton o Charlie Chaplin, conservò fino alla fine una sua unicità interpretativa che risaltava sia in copioni puramente brillanti (diretto, tra gli altri, da Mario Mattoli, Camillo Mastrocinque o Sergio Corbucci), sia in parti drammatiche, interpretate alla fine della carriera, con maestri del calibro di Alberto Lattuada o Pier Paolo Pasolini. A distanza di decenni i suoi film riscuotono ancora grande successo, e molte delle sue memorabili battute e gag-tormentoni sono spesso diventate anche perifrasi entrate nel linguaggio comune.
Venne notato da Giuseppe Jovinelli, titolare del teatro omonimo, dove iniziò ad esibirsi in imitazioni e balletti musicali comici che ottennero un grande successo di pubblico. Approdò quindi alla Sala Umberto, frequentata dalla migliore società della capitale: il successo crebbe ancora. Il suo costume di scena in questo periodo era già quello a cui restò fedele sino alla fine: un logoro cappello a bombetta, un tight troppo largo, una camicia col colletto basso, una stringa come "farfallino", pantaloni "a zompafosso" e un paio di calze colorate su scarpe basse e logore.
Nel tempo libero Totò componeva canzoni (la più celebre è Malafemmena, composta nel 1951 e dedicata alla moglie Diana Bandini, e poesie (tra cui la famosa 'A Livella, sulla morte che annulla le differenze sociali delle persone).
Dava prova della sua generosità aiutando i più bisognosi, e inoltre curando e assistendo, in un canile fuori Roma fatto costruire da lui stesso, ben 220 cani randagi.
Totò morì nella sua casa dei Parioli alle 3:30 del mattino del 15 aprile 1967 all'età di 69 anni, stroncato da una serie improvvisa di tre infarti. Le sue ultime parole furono, secondo Franca Faldini: "T'aggio voluto bene Franca, proprio assaje", La sua salma fu vegliata per due giorni da tutte le personalità della politica e dello spettacolo giunte a commemorarlo e a rimpiangerlo. Il 17 aprile 1967 il feretro partì tra ali di folla per Napoli, sua città natale, dove si svolsero i funerali solenni di fronte a una folla traboccante, valutata in circa 200.000 persone, che lo accolsero fin dall'arrivo dell'auto al casello autostradale, poi il suono delle campane salutò per l'ultima volta Totò. Fu sepolto a Napoli nella tomba di famiglia del Cimitero di Santa Maria del Pianto accanto ai genitori e all'amata Liliana Castagnola.
Totò, fino alla sua morte fu spesso sottovalutato, ignorato, se non osteggiato dalla critica.
Tuttavia circa cinque anni dopo la sua morte prese il via un imprevisto e fulmineo revival, iniziato nel 1971 con proiezioni in sordina nei cinema di periferia (ma a Roma nel centralissimo Farnese di Campo dei Fiori, che gli dedicò un mese intero di proiezioni e Quirinetta nei pressi di Fontana di Trevi, gremite di giovani, seduti anche in terra fra le file delle poltrone) di film come Totò a colori, Miseria e nobiltà, Guardie e Ladri, Il Comandante, Siamo uomini o caporali, Gli onorevoli, Arrangiatevi, Signori si nasce. Ma è grazie alla televisione privata che Totò ottenne il meritato rilancio. Due registi dell'emittente privata napoletana Canale 21, nel 1976, recuperarono in archivio i film di Totò per mandarli in onda il giovedì sera, fino a passaggi televisivi sempre più massicci.
Totò è stato l'unico attore italiano ad aver conquistato la quinta generazione di pubblico.
“Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano. Sono gli occhi della mia coscienza.” (Totò)

martedì 25 novembre 2008

Non mi abbasso!

MILANO, 24 novembre - «Non mi abbasso a rispondere a simili astruserie». Il presidente dell'Aia Cesare Gussoni è duro con Kaladze. In un'intervista in diretta a Sky Sport24 ha risposto così al giocatore del Milan che aveva accusato l'arbitro Farina di essere "scarso" e di aver "rubato" la partita ai rossoneri.
LE POLEMICHE - Gussoni ha poi detto la sua sulle polemiche che stanno piovendo sugli arbitri: «La soluzione è accettare indifferentemente l'errore dell'arbitro così come si accetta l'errore del calciatore. Non vedo perchè se l'assistente sbaglia un fuorigioco viene criticato, mentre il giocatore che sbaglia un rigore non viene neanche menzionato. I calciatori e i tecnici, che comunque stanno migliorando, dovrebbero limitarsi a considerare i propri errori».

Riflessioni del Chirurgo.
Caro Gussoni, è esagerata la strenua difesa dei tuoi “supereroi” arbitri e non hai ancora capito, che così facendo, non fai altro che aumentare la loro autostima, che è già altissima. Di certo non fai il loro bene. E’ necessario che tutti gli addetti ai lavori scendano, con molta umiltà, dal gradino e facciano un bell’esame di coscienza. Ricordati che gli arbitri, quando svolgono la loro funzione sul campo, devono solo “arbitrare” lasciando, da parte, i loro rancori, gli atteggiamenti da superuomini, le pretese assurde quando entrano nel proprio spogliatoio, magari arrabbiandosi, quando non trovano la merendina, il succo di frutta e l’accappatoio. E devono mettersi in testa, soprattutto prima di iniziare una gara, che tutti gli attori vengono da una settimana di sacrifici, e non accetteranno mai che la “terna” o la “quaterna” assuma degli atteggiamenti in base alla classifica delle squadre contendenti. Il loro compito è “arbitrare” e non imporre la propria legge, e, vedrai, che quando questi atteggiamenti cambieranno, saranno gli stessi giocatori ed i loro dirigenti ad essere contenti e, di sicuro più collaborativi. Tralasciamo l’errore dal dischetto, non credo che puoi paragonarti ad un giocatore. Mentre i tuoi arbitri non vengono mai puniti, il giocatore che sbaglia il rigore o una rete subirà, di sicuro, l’ira del suo allenatore, dei dirigenti, del proprio presidente e, soprattutto, dei suoi tifosi. E non è poco.

sabato 22 novembre 2008

Esiste l'amicizia?

Quanti dicono di chi conoscono appena: “ E’ un mio amico”, “Siamo amici”? Con che facilità, con che leggerezza definiamo amici i conoscenti o i complici. E questo per pigrizia, per abitudine o perché, in quel momento, ci fa comodo. Ma l’amicizia è rara, rarissima. A differenza dell’amore, egoismo a due, l’amicizia esige lealtà, generosità, stima. Un galantuomo può amare una megera e una donna onesta può impazzire per un criminale. Ma né questa né quello potranno essere amici di una sgualdrina, di una donna che si concede o si nega per calcolo, o di un serial killer. A tutti, o quasi, è capitato di innamorarsi, ma quanti hanno davvero provato il “sentimento dell’amicizia”, ne hanno goduto i piaceri e assaporato gli aromi? Niente è più raro dell’amicizia perché a farla nascere e a corroborarla è la “disponibilità al dialogo”, al “libero scambio di idee e di consigli”, al “conforto reciproco nei momenti difficili”, al “sacrificio quando si ha bisogno”, alla “serena condivisione delle sofferenze e delle gioie”. Chi ti ama oggi, domani potrebbe odiarti, ma chi ti è veramente “amico”, nella buona e nella cattiva fortuna ti sarà sempre vicino. L’amico preferisce “dare” che ricevere e, quando dà, non chiede nulla in cambio. Accetta i difetti dell’altro, che accetta i suoi, e con diligenza, prudenza, pazienza, non te li rinfaccia ma te li fa notare. E senza superbia ed enfasi cerca, non dico di trasformarli in virtù, ma di lenirne la malignità e di rintuzzarne la perniciosità. L’amico ti ammette nella sua cerchia intima ed esclusiva per quello che sei, e lo stesso fai tu con lui. Non ti chiede quello che giudichi inopportuno e sconveniente dirgli, ma è sempre disposto ad aprirti il suo cuore, se questo può giovarti e soccorrerti. Non farà mai sue le parole di Dostoevskij “l’uomo ama vedere il suo migliore amico umiliato davanti a lui”. Per la maggior parte degli uomini, l’amicizia è fondata sull’umiliazione. E’ un concetto disperato, intriso di cinico pessimismo. Questo può valere per le false amicizie, le amicizie simulate, quelle senza autentiche affinità e prive di valore. Io, amici, nella vita, ne ho avuti pochi e me ne è rimasto uno solo. Gli altri se li sono portati via il tempo e la “Parca Atropo”. Ma li ricordo e li rimpiango più di quelle poche donne che ho amato. La loro memoria mi riempie lo spirito di nostalgia e il cuore di commozione. (Roberto Gervaso)

P.S. E tu, caro amico mio, ricordati che non ti perderò perchè sei l'unico che riesce a leggermi i pensieri. Ciao.

"Abbiamo disperso un patrimonio"


-->Intervista al grande P.P.Mennea sullo stato dell'atletica italiana.
Quattro giorni di gara e per l'Italia dell'atletica solo brutte notizie.
Mennea, l'atletica si avvia verso un flop?
"E' ancora presto per dirlo ma la strada è quella"
Anche Howe fuori.
"Una grande delusione. Puntavo molto su quel ragazzo. Un vero talento, potrebbe garantirci 10 anni di grandi risultati"
Potrebbe?
"Sì, perché il talento va gestito, qualcosa non ha funzionato. Nell'anno olimpico non si fanno esperimenti. Quella gara dei 200 metri dove si è fatto male che c'entrava? Howe non sarà mai un grande velocista. Oggi se non corri i 100 in 9"80 e i 200 sotto i 20'' non sei nessuno. Lui nel lungo con 8.40 una medaglia la prendeva di sicuro".
La velocità: i giamaicani dominano e noi siamo scomparsi
"Sono decenni che non disputiamo una finale olimpica nei 100 o 200. Non è un problema solo di Pechino, ma nessuno dice nulla, va tutto bene".
Manca un Mennea?
"No, manca un sistema di lavoro, una metodologia. Abbiamo disperso un patrimonio tecnico che il mondo ci invidiava. Ho visto un filmato sugli allenamenti di Bolt: correva trainando un grosso peso. Io e Vittori lo facevamo 30 anni fa".
Ora lei fa l'avvocato e Vittori conferenze...
"E Tozzi lavora in banca, Caravani e Guerini sono pensionati, Tilli commenta in tv: un patrimonio di conoscenza tecnica dispersa e nessuno ha mai fatto nulla per conservarlo".
Colpa di Coni e Federazione?
"Colpa del sistema, non c'è programmazione, visione. In Germania dopo il tonfo di Seul sono ripartiti da zero, cominciando dalle scuole e dai tecnici della ex Ddr ma senza doping, naturalmente. A Londra nel 2012 nel medagliere torneranno tra le grandi"
Ma noi non abbiamo soldi...
"Falso. Siamo la nazione che al mondo, dico al mondo, destina più soldi allo sport. 450 milioni l'anno dal Governo, più i contributi che arrivano da Regioni, Province e Comuni. Un fiume di denaro. Il problema è come si spendono".
Allora non è vero che non vinciamo perché siamo poveri come dice il Coni
"Non vinciamo più perché non siamo organizzati. E ci salva il talento delle Vezzali, della Pellegrini e di qualche altro. E ringraziamo i gruppi militari e il Cus. Le medaglie arrivano da li"
Altri soldi...
"Appunto, basta parlare di soldi, Le medaglie si vincono con il lavoro". (18 agosto 2008)
P.S. Sento il dovere di ringraziare questo grandissimo campione per tutte le emozioni che mi ha fatto vivere e, soprattutto oggi, per questa lezione di vita, scaturita da questa breve intervista, senza fronzoli e senza velature, perchè ci indica la via più semplice per ottenere i veri risultati. Grazie.

Posizioni terrestri

Ciampino (Roma) Lat. 41.80° Long. 12.61° Alt. 124 m. slm;
Castel Gandolfo (RM) Lat. 41.74° Long. 12.65° Alt. 426 m. slm;

giovedì 27 marzo 2008

Pietro Paolo Mennea la "freccia del sud"


Nato a Barletta il 28/6/1952 (1,79x68kg)Un fisico non eccezionale per uno sprinter ma dotato di grande carattere e di una determinazione illimitata e sotto la cura del suo coach Carlo Vittori ha saputo costruirsi e migliorarsi con allenamenti costanti e ventennali. Grande interprete dell’atletica italiana, il "pluri-campione & primatista" (mondiale, olimpico, europeo, italiano) dei 200 metri, Pietro Paolo Mennea è stato premiato con la "guilarde d’honneur", in quel di Milano, dalla Federation International Cinema Television Sportfits". Il fuoriclasse (romano d’adozione) era stato ribattezzato, in quel periodo (1968-1988, 5 partecipazioni olimpiche !!) "La Freccia del Sud", facendo sognare, insieme con Sara Simeoni, una intera generazione di appassionati e di nuovi "proseliti" per una atletica in crescita esponenziale. Pietro Mennea, dopo tre lauree (Scienze Politiche, Economia & Commercio, Giurisprudenza oltre al diploma ISEF), ha aperto uno studio legale, a Roma.
Ma ha anche organizzato, da più di dieci anni, corsi di management sportivo (Università di Salerno e Luiss di Roma, in particolare) oltre che di preparazione all’esame per procuratore sportivo (calcio, tanto per intenderci) arrivando a ricoprire anche il ruolo di general manager (record abbonamenti: 29.000 tifosi) della Salernitana Calcio, in serie A. in più, nel 1999 è stato eletto parlamentare europeo, diventando anche vice- presidente della Commissione Cultura Sport, a Bruxelles.
Il "Guilarde d’Honneur" (premio riconosciuto in ben 77 paesi diversi) va ad arricchire la bacheca di Pietro Mennea, dove c’era già il "collare olimpico d’oro", conferitogli dal presidente del CIO, Samaranch, nel 1997, proprio nella sua città di nascita, nei giorni dei Giochi del Mediterraneo, sede Bari. Sapere che all’estero apprezzano i protagonisti (di ieri e di oggi) dell’atletica italiano è, decisamente, più di un piacere. E’ la gioia di sapere di rappresentare, nonostante gli attuali problemi del CONI, un modello per lo sport a livello internazionale.
Best performances:
Manifestazioni outdoor
-Giochi Olimpici
1 medaglia d'oro (Mosca '80 - 200 m)
2 medaglie di bronzo (Monaco '72 - 200m / Mosca '80 - 4x400 m)

- Campionati Mondiali1 medaglia d'argento (Helsinki '83 - 4x100 m)
1 medaglia di bronzo (Helsinki '83 - 200 m)

- Campionati Europei3 medaglie d'oro (Roma '74 - 200 m / Praga '78 - 100 e 200 m)
2 medaglie d'argento (Roma '74 - 100 e 4x100 m)
1 medaglia di bronzo (Helsinki ’71 - 4x100 m)

- Coppa del Mondo1 medaglia d'argento (Dusseldorf '77 - 200 m)

- Coppa Europa3 medaglie d'oro (Nizza '75 - 200 m / Torino '79 - 100 m / Londra '83 - 4x100 m)4 medaglie d'argento (Nizza '75 - 100 m / Helsinki '77 - 200 m / Torino '79 - 200 m / Londra '83 - 200 m)1 medaglia di bronzo (Nizza '75 - 4x100 m)

- Universiadi
5 medaglie d'oro (Mosca '73 - 200 m / Roma '75 - 100 e 200 m / Mexico City '79 - 200 e 4x100 m)2 medaglie di bronzo (Mosca '73 - 100 e 4x100 m)

- Mondiali Militari1 medaglia d'oro ('73 - 200 m)

- Giochi del Mediterraneo7 medaglie d'oro (Smirne '71 - 200 e 4x100 m / Algeri '75 - 100 e 200 m / Spalato '79 - 100 e 4x100 m / Casablanca '83 - 4x100 m)2 medaglie d'argento (Algeri '75 - 4x100 m / Casablanca '83 - 200 m)

- Campionati Italiani
16 medaglie d'oro (100 m: '74 - '78 - '80; 200 m: '71 - '72 - '73 - '74 - '76 - '77 - '78 - '79 - '80 - '83 - '84; 4x100 m: '74 - 4x200 m: '74)

Manifestazioni indoor
- Campionati Europei1 medaglia d'oro (Milano '78 - 400 m)

- Campionati Italiani2 medaglie d'oro (60 e 400 m)

PARTECIPAZIONI AI GRANDI EVENTI
- Giochi Olimpici: 5(record per un velocista, unito all'altro record di 4 finali consecutive nei 200 m)
Risultati:
1972: 200 m (3°) - 4x100 m (8°); 1976: 200 m (4°); 1980: 100 m (el. 4° di fin.) - 200 m (1°) - 4x400 (3°); 1984: 200 m (7°) - 4x100 m (4°) - 4x400 m (5°); 1988 (forfait 4° di fin.).
- Mondiali: 1Risultati:
1983: 200 m (3°) - 4x100 m (2°)
- Europei: 4Risultati:
1971: 200 m (6°) - 4x100 m (3°); 1974: 100 m (2°) - 200 m (1°) - 4x100 m (2°); 1978: 100 m (1°) - 200 m (1°) - 4x100 m (5°) - 4x400 m (7°); 1982: 4x400 m (6°).
Inoltre 4 partecipazioni ai Giochi del Mediterraneo e 3 alle Universiadi.
In totale, nella sua carriera, Mennea ha corso 528 gare (419 individuali e 109 di staffetta); conta 52 presenze con la maglia della Nazionale.
RECORD STABILITI
- Mondiali: 2200 m (19"72 - Mexico City, 12.09.1979)
4x200 m (1'21"5 - Barletta, 21.07.1972 con Ossola, Abeti e Benedetti)
Inoltre il record sui 200 m indoor (20"74 nel 1983)
- Europei: 8100 m (2 volte: 10"0 manuale - Milano, 16.06.1972; 10"01 - Mexico City, 04.09.1979)
200 m (3 volte: 20"2 manuale - Milano, 17.06.1972; 19"96 - Mexico City, 10.09.1979; 19"72, Mexico City, 12.09.1979)
4x100 m (1 volta: 38"42 - Mexico City, 13.09.1979 con Lazzer, Caravani e Grazioli)
4x200 m (2 volte: 1'21"5 - Barletta, 21.07.1972 con Ossola, Abeti e Benedetti; 1'21"10 - Cagliari, 13.09.1983 con Tilli, Simionato e Bongiorni)
N.B.: i record europei dei 200 m (19"72) e della 4x200 m (1'21"10) sono ancora in vigore.

- Italiani: 33 (outdoor e indoor)100 m: 9 volte; 200 m: 10 volte; 4x100 Nazionale: 9 volte; 4x100 di club: 2 volte; 4x200 Nazionale: 2 volte; 4x400 Nazionale: 1 volta.
N.B.: Sono ancora imbattuti i record dei 100 m (10"01), 200 m (19"72), 4x100 m (38"37 - Helsinki, 10.08.1983 con Tilli, Simionato e Pavoni) e 4x200 m (1'21"10).


mercoledì 19 marzo 2008

Eruzione dell'Etna

Non è difficile.......

Non è difficile diventare padre.... Essere padre: questo è difficile (Wilhelm Busch)
Gli auguri che ho ricevuto mi fanno riflettere molto e solo un grandissimo amico mi ricorda, in tante occasioni, che svolgo il ruolo di padre. Grazie per questa gioia.

domenica 16 marzo 2008


Preferisco essere un sognatore tra i più umili, con visioni da realizzare, piuttosto che un signore tra coloro che non hanno sogni né desideri. KAHLIL GIBRAN

Ci sono storie che finiscono e si dimenticano, magari non del tutto; sono le storie futili, quelle delle illusioni o delle menzogne che ci siamo voluti raccontare e a cui abbiamo voluto credere. Ci sono, per fortuna, le storie che rimangono, che ci rimangono sotto la pelle perché, anche se finite nel mondo intorno a noi, rimangono vive annidate dentro di noi. Per queste storie vale la nostra vita. Per queste storie la felicità merita di essere cercata, magari per un attimo. (Fran Tarel)

Crepuscolare

Lontano tramonto nervoso.........

domenica 9 marzo 2008

Anna Magnani

Nasce a Roma il 7 marzo del 1908. È figlia di Marina Magnani, una sarta originaria di Fano, e di padre ignoto
Dopo la nascita della bambina, Marina si trasferisce ad Alessandria d’Egitto e sposa un uomo austriaco molto facoltoso. A lungo si credette che Anna Magnani fosse nata in Egitto, ma solo recentemente la verità è venuta a galla, prima per ammissione della stessa attrice, poi tramite le conferme del figlio. Anna viene allevata dalla nonna materna in una casa abitata dalle cinque zie Dora, Maria, Rina, Olga e Italia. L’unica presenza maschile è quella dello zio Romano.
Marina torna a Roma alla fine della Prima Guerra Mondiale e iscrive la figlia in un collegio di suore francesi, dove però la bambina rimane solo pochi mesi. Anna si dedica allora allo studio del pianoforte e porta avanti gli studi fino alla seconda liceo. Nel frattempo si reca ad Alessandria in visita alla madre, ma l’esperienza è molto dolorosa in quanto non riesce a farsi amare completamente da Marina.
Rientrata a Roma, Anna decide di studiare recitazione. Nel gennaio del 1927 inizia a frequentare con Paolo Stoppa la scuola di recitazione Eleonora Duse diretta da Silvio D’Amico, trasformatasi nel 1935 in Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.
Nasce il suo unico figlio Luca (23.10.1942) frutto di una relazione con l'attore Massimo Serato.

1945: Vince il "Nastro d'argento" per il film neorealista "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi.

1947: Miglior attrice alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia con il film "L'onorevole Angelina" di Luigi Zampa.

1951: Secondo "Nastro d'argento" per il film "Bellissima" di Luchino Visconti.

1956: Premio "Oscar" come miglior attrice protagonista nel film "La rosa tatuata" di Daniel Mann. - Premio "BAFTA" quale attrice internazionale dell'anno. - "Golden globe" come miglio attrice in un film drammatico.

1957: Terzo "Nastro d'argento" come protagonista del film "Suor Letizia".

1958: Miglior attrice al Festival di Berlino per il film "Selvaggio è il vento" di George Cukor e "David di Donatello" come miglior attrice.

1959: "David di Donatello" per il film "Nella città l'inferno" di Renato Castellani.

1962: Interpreta il film "Mamma Roma" di Pier Paolo Pasolini.

1971: Film TV "La sciantosa" con Massimo Ranieri.

Si spegne a Roma, all'età di 65 anni, il 26 settembre 1973 presso la clinica "Mater Dei" di Roma, stroncata da un tumore al pancreas. Le sue spoglie riposano nel cimitero di S.Felice Circeo Latina.

I suoi registi cinematografici: Roberto Rossellini-Luigi Zampa-Luchino Visconti-Cesare Zavattini sceneggiatore-Pier Paolo Pasolini-Daniele Mann-George Cukor-Renato Castellani-Gennaro Righelli-Vittorio De Sica-Federico Fellini-Franco Monicelli.

I suoi registi teatrali: Dario Niccodemi-Ruggiero Lupi-Nera Grossi Carini-Gero Zambuto-Carlo Veneziani-Antonio Gandusio-Luigi Almirante-Aristide Baghetti-Ermete Liberati-Michele Galdieri-Anton Giulio Bragaglia-Annibale Betrone-Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Franco Monacelli-Oreste Biancoli-Gherardo Gherardi-Vito Pandolfi-Carlo Ninchi-Mario Mattoli-Franco Zeffirelli-Giancarlo Menotti.

Compagni di lavoro teatrale: Elsa Merlini-Anna Fontana-Gero Zambuto-Rina Morelli-Antonio Gandusio-Luigi Almirante-Paolo Stoppa-Aristide Baghetti-Amedeo Fuggetta-Alfredo Menichelli-Guido De Rege-Giorgio De Rege-Annibale Betrone-Salvo Randone-Sandro De Macchi- T O T O' - Mario Castellani-Gianni Agus-Mario Riva-Carlo Ninchi-Marisa Merlini-Lea Padovani-Raimondo Vianello-Roldano Lupi-Aroldo Tieri-Ave Ninchi-Gino Cervi-Sandro Ruffini-Carlo Giuffrè-Annamaria Guarnieri-Giancarlo Giannini-Osvaldo Ruffieri.

Aforismi di Anna Magnani (Roma 7.3.1908-26.9.1973)


Anna Magnani "Nannarella" - Antidiva - Figura chiave del Neorealismo italiano - Interprete sensibile e generosa.

venerdì 7 marzo 2008

Sognare e vincere

Chi vuol giungere alla meta che ha stabilito, deve seguire una sola via e non divagare per molte strade: così si va errando, non si progredisce.

La serenità e l'equilibrio non sono un dono della grazia, ma una conquista. La più difficile, ma anche la più bella conquista della volontà. Che come tutte le conquiste esige una lotta dura e incessante. Continuiamo a sognare, consapevoli che i sogni ci aiutano a vivere e a vincere.

Il tempo è nostro

Fai tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell'oggi. Mentre rinviamo gli impegni, la vita passa. Tutto dipende dagli altri, solo il tempo è nostro. (Lucio Anneo Seneca)

Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d'inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni.

Honda Hornet

Honda Hornet

Honda Hornet

giovedì 6 marzo 2008

Vivere

Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai (Sant'Agostino)

Apparire

Valori perduti come il rispetto, la dignità, la solidarietà, la società finge, molto bene, di averli dimenticati. Oggi è tutto apparire, comprare, e la sensazione è che la gente abbia tralasciato l'essere (Leo Gullotta)

Riflessi marini

mercoledì 5 marzo 2008

Amicizia universale

Il segreto per costruire e mantenere rapporti d'amicizia profondi consiste nel garantire agli amici uno spazio inviolabile nella tua vita. Qualsiasi cosa accada. Nonostante fidanzate, mogli, figli o impegni di lavoro. Gli amici vanno scelti, "coltivati". E mai abbandonati. Non si può pensare di frequentare soltanto amici ricchi, in salute, sempre ottimisti e positivi. Devi stare con loro anche se non sono dei vincitori, anche se in quel momento non stanno sul lato "luminoso della vita". Un concetto di rispetto che del resto andrebbe inteso anche nei confronti di perfetti sconosciuti. (Bruno Stabenrath-scrittore)

Navigare nel dubbio

I migliori navigano sempre nei dubbi, mentre i peggiori restano aggrappati alle incontestabili incertezze (Carlo Giuffrè Maestro del teatro italiano)

Se hai paura........

Se hai paura di fare una cosa, pensa che un idiota sicuramente la farà al posto tuo. (Helenio Herrera)

Futuro presente

Dipenderai meno dal "futuro" se avrai in pugno il "presente" (Lucio Anneo Seneca)

Raggio di sole

Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre (S.Francesco d'Assisi)

Nei momenti difficili

siamo più soli con noi stessi perchè quelli che nei momenti facili e felici ci sono stati vicini, si dileguano.
Non erano amici nostri, ma della nostra fortuna. Ci ascoltavano, ci lodavano, ci adulavano perchè volevano compiacerci. Diffida dei lecchini e dei ruffiani, di chi avalla acriticamente ogni nostra decisione, condivide a parole, ma solo a parole, ogni nostra scelta. (Roberto Gervaso)