mercoledì 23 aprile 2014

Ascoltare la voce del nostro istinto..............

"Per quando sia difficile da giudicare a prima vista, quando una persona brilla di luce propria significa che ha qualcosa di speciale. Tutto nasce dentro di noi, attraversa la nostra vita a partire dall’infanzia. La chiave di tutto è solo dentro di noi. Ciascuno è il migliore, ed è il più grande amico di se stesso. Oggi questa sensazione si è attenuata, e le persone sono confuse. Sono certo che, se tendiamo l’orecchio ad ascoltare la voce del nostro istinto, ritroveremo noi stessi. E una volta che si sarà verificato questo incontro, ognuno di noi con la sua grande forza illuminerà la vita di ogni giorno, e chi gli sta vicino". (B. Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita)

martedì 22 aprile 2014

Sento le vostre voci.........................

“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà’. Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la ‘Roma caput mundi’, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.
La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”   (Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)

 1..2. Opere di Giorgio Dante.

lunedì 21 aprile 2014

Buon 2767° compleanno Roma



La leggenda vuole che la città è stata fondata il 21 aprile del 753 a.C. dai fratelli gemelli Romolo e Remo, figli di Rea Silvia e del dio Marte. Abbandonati dalla madre nel Tevere, si salvarono solo perché allevati da una lupa e da un pastore di nome Faustolo.


Ma l’ambizione di entrambi d’essere l’unico fondatore, fa nascere i primi contrasti. Decidono allora di affidarsi alla volontà di Giove, che avrebbe concesso lo scettro di fondatore di Roma a colui che avesse osservato nella stessa quantità di tempo un maggior numero di uccelli. E’ Romolo ad avvistarne di più, anche se in ritardo rispetto a Remo, e scaglia la sua lancia di corniolo sul Palatino per scegliere il luogo. Dalla punta della lancia nasce un albero di corniolo che diverrà sacro a Roma. Romolo quindi traccia con un vomere di bronzo il "solco primigenio", ponendo alla sua sinistra una vacca bianca e alla sua destra un toro di uguale colore. Infine ordina ai suoi uomini di costruire lungo il solco un recinto di legno e fango per sancirne la sacralità e l’inviolabilità. Ma la nascita della città ha un epilogo tragico: terminata la costruzione Remo scavalca le mura, violandole in segno di sfida, e su di esse viene ucciso da Romolo.
Le celebrazioni del Natale di Roma, dopo un periodo di silenzio, tornarono in auge intorno al 1870. Tra i festeggiamenti da ricordare l’appuntamento con la "Patarina", la campana della torre sul Campidoglio che rintocca ogni 21 aprile a mezzogiorno.

 





venerdì 18 aprile 2014

The Passion.........................




1. L'ultima cena; 2. Entrata in Gerusalemme; 3. Cristo davanti ad Erode; 4. Volto di Gesù Cristo.

sabato 12 aprile 2014

L'ultimo amore di un uomo.

"Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo". (Oscar Wilde)
 1.2. Opere di David Galchutt.

giovedì 10 aprile 2014

Le cose non appartengono a noi...........

Socrate rivolto a Liside: "Vi sono cose per le quali abbiamo sufficienti cognizioni; e queste, greci, stranieri, uomini, donne, tutti sono pronti ad affidarle alla nostra esperienza. In questi limiti potremo far quello che più ci piace; e nessuno, per quanto dipende da lui, ci metterà mai ostacolo, bensì saremo liberi e disporremo noi delle altrui volontà. Inoltre, queste cose saranno di appartenenza nostra, e godremo del loro frutto. Vi sono invece cose per le quali la nostra mente non è fornita di cognizioni sufficienti. E per queste nessuno ci vorrà concedere di svolgere opera di libera iniziativa. Anzi, per quello che possono, tutti saranno pronti a interporre ostaolo. E non solo gli estranei, ma anche il babbo, la mamma, e se vi fossero persone ancor più legate da vincoli d'affinità. In questo caso saremo subordinati ad altri; le cose non appartengono a noi e non ne potremo ricavare nessun frutto". (tratto dai "Dialoghi dell'Amore" - "Liside o dell'Amicizia" di Platone)

martedì 8 aprile 2014

Nutrire superbi pensieri........

"Ma il giorno in cui diverrai un sapiente fanciullo, tutti cercheranno la tua amicizia; tutti vorranno essere tuoi parenti. Allora potrai davvero rappresentar per loro qualche cosa. Nel caso contrario, nessuno vorrà diventar tuo amico: non il babbo, non la mamma, non qualcuno dei tuoi parenti. E ti par possibile che in queste condizioni, o Liside, si possono nutrire superbi pensieri su cose di cui non si sa nulla?" (tratto da "I dialoghi dell'Amore" di Platone: Liside o dell'Amicizia)

sabato 5 aprile 2014

Vedere le cose da un altro punto di vista.......

"Me ne sono andato perché non stavo bene in uno spogliatoio che un tempo era molto più facile da gestire. Con il fatto di essermi ammalato agli occhi, non ho potuto essere sempre presente, ma la malattia mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista". (Tratta da: gazzetta.it__31/07/2012__ Rino Gattuso) 
 

venerdì 4 aprile 2014

L'intenzione e l'effetto.........


"C'è sempre una differenza tra quel che vogliamo si sappia di noi e quello che non possiamo evitare si sappia di noi; è la distanza tra l'intenzione e l'effetto". (Diane Arbus)

 1.2. Opere di Michael Lassel.