Isola di Mykonos, Greece by Febix96, (giugno2016).
Ma nella seconda o terza ora di scuola qualcosa avvenne. Si udì bussare alla porta, il bidello entrò, salutò l'insegnante e disse che l'alunno Josef Knecht, doveva presentarsi fra un quarto d'ora al Maestro di Musica; badasse d'essere ben pettinato e di avere le mani e le unghie pulite.
Knecht impallidì per lo spavento, uscì dall'aula barcollando, corse nella sua camerata, depose i libri, si lavò e pettinò, prese tremando l'astuccio con il violino e il fascicolo degli esercizi e, con un groppo in gola, si recò nell'edificio annesso dove erano le sale di musica. Un compagno lo aspettava nella scala, e indicando una delle sale gli disse: "Qui devi aspettare finchè sarai chiamato".
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Non dovette aspettare a lungo, eppure gli parve un'eternità. Nessuno venne a chiamarlo. Vide invece entrare un uomo, molto vecchio come gli parve da principio, non molto alto, con i capelli bianchi, un bel viso chiaro, occhi azzurri, penetranti, il cui sguardo poteva incutere paura, ma era non solo penetrante, bensì anche sereno, di una serenità non ridente o sorridente, ma calma e radiosa.
Egli strinse la mano al ragazzo, gli fece un cenno amichevole, sedette allo sgabello davanti al vecchio pianoforte e disse: "Tu sei Josef Knecht, vero? Pare che il tuo insegnante sia contento di te e credo che ti voglia bene. Vieni facciamo un pò di musica insieme".
(dal romanzo di Hermann Hesse, "Il giuoco delle perle di vetro")
sabato 18 giugno 2016
giovedì 16 giugno 2016
Quella notte in discoteca...
Isola di Mykonos, Greece by Febix96.
Quella notte in discoteca ridemmo molto. David rimase con me tutto il tempo, non so perchè. Credo gli facesse piacere, con me rideva. "Vuoi?" Mi offrì una sigaretta.
"Si, certo".
Accettai, non volevo fargli nessun torto. Noelia, la ragazza più bella della classe, si avvicinò a David e iniziò a ballargli molto vicino, in maniera decisamente sensuale. David la guardava divertito. Alla fine della canzione, lei se ne andò via, sempre in modo sensuale, proprio com'era arrivata.
(dal romanzo di Albert Espinosa, "La notte in cui ci siamo ascoltati")
Quella notte in discoteca ridemmo molto. David rimase con me tutto il tempo, non so perchè. Credo gli facesse piacere, con me rideva. "Vuoi?" Mi offrì una sigaretta.
"Si, certo".
Accettai, non volevo fargli nessun torto. Noelia, la ragazza più bella della classe, si avvicinò a David e iniziò a ballargli molto vicino, in maniera decisamente sensuale. David la guardava divertito. Alla fine della canzione, lei se ne andò via, sempre in modo sensuale, proprio com'era arrivata.
(dal romanzo di Albert Espinosa, "La notte in cui ci siamo ascoltati")
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martedì 14 giugno 2016
La magia dei "momenti"...
Mykonos, isola greca delle Cicladi, by Febix96.
"La magia dei momenti, i momenti
magici arrivano e se ne vanno, vanno via con il vento e ritornano con i
ricordi.
La magia dei momenti, i momenti magici
arrivano e se ne vanno, vanno via con i ricordi e ritornano con il vento". (Albert Espinosa)
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lunedì 13 giugno 2016
Un momento esaltante...
Avevo provato ad entrare nella squadra di calcio. Per farlo bastava superare una prova: segnare gol da porta a porta; e non c'era nemmeno il portiere, più facile di così...
Ricordo che quel pomeriggio avevo parlato con l'allenatore; mi aveva detto che avremmo fatto la prova dopo l'allenamento. Quindi avevo mangiato con la squadra, poi li avevo guardati giocare nella partita di allenamento e, quando ormai mancavano cinque minuti alla fine, l'allenatore mi aveva fatto cenno di entrare in campo... e per quanto possa sembrare incredibile avevo segnato, un gol di rapina a seguito di una bella azione, un gol che non avevo nemmeno calciato perchè la palla aveva colpito il palo e poi mi era rimbalzata sul lato sinistro del corpo... e mentre entrava in porta e tutti urlavano "goooool" io urlavo "ahiaaaaa"... ma il modo in cui avevo segnato era stata la cosa meno importante, il meglio era arrivato dopo...
Avevo vissuto uno dei momenti più esaltanti della mia carriera scolastica... David era corso da me e mi era salito a cavalcioni, abbracciandomi e avevo sentito quel profumo che metteva. Era l'unico della classe che si profumava, privilegi dell'avere "personalità"... Vi giuro che mi ero sentito da dio, accettato, al posto giusto...
(dal romanzo "La notte in cui ci siamo ascoltati" di Albert Espinosa")
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domenica 12 giugno 2016
mercoledì 8 giugno 2016
La prima azione della sua vita di convento...
Seminario di Maulbronn, Germania.
Sorridendo, seguì con lo sguardo Boccadoro, che correva confuso e cercava, strada facendo, di ravvivarsi con le dita i biondissimi capelli scompigliati.
Boccadoro era persuaso che la prima azione della sua vita di convento fosse stata una sciocchezza molto sconveniente, e quando cercò e raggiunse i suoi compagni a cena, si sentiva alquanto mortificato. Invece fu accolto con rispetto e cordialità, si riconciliò cavallerescamente col suo nemico e si sentì subito benvenuto in quella cerchia.
(dal romanzo "Narciso e Boccadoro" di Hermann Hesse)
Sorridendo, seguì con lo sguardo Boccadoro, che correva confuso e cercava, strada facendo, di ravvivarsi con le dita i biondissimi capelli scompigliati.
Boccadoro era persuaso che la prima azione della sua vita di convento fosse stata una sciocchezza molto sconveniente, e quando cercò e raggiunse i suoi compagni a cena, si sentiva alquanto mortificato. Invece fu accolto con rispetto e cordialità, si riconciliò cavallerescamente col suo nemico e si sentì subito benvenuto in quella cerchia.
(dal romanzo "Narciso e Boccadoro" di Hermann Hesse)
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martedì 7 giugno 2016
La parte più difficile...
Strana amicizia fu quella che s'iniziò fra Narciso e Boccadoro, piaceva a pochi, e talvolta pareva dispiacesse a loro stessi. Narciso, il pensatore, ebbe da principio la parte più difficile. Per lui tutto era spirito, anche l'amore; non gli era dato abbandonarsi spensieratamente a un'attrazione. In quell'amicizia era lo spirito reggente, e per molto tempo fu il solo a riconoscerne con chiarezza il destino, la portata e il significato. Per molto tempo, in pieno affetto rimase solitario, sapeva che non sarebbe riuscito a possedere davvero l'amico se non dopo averlo condotto alla conoscenza.
Fervido e ardente, Boccadoro s'abbanonava alla nuova vita come per gioco, senza rendersi conto di nulla; cosciente e responsabile, Narcio aspettava l'alto destino.
(dal romanzo di Hermann Hesse "Narciso e Boccadoro)
Fervido e ardente, Boccadoro s'abbanonava alla nuova vita come per gioco, senza rendersi conto di nulla; cosciente e responsabile, Narcio aspettava l'alto destino.
(dal romanzo di Hermann Hesse "Narciso e Boccadoro)
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lunedì 6 giugno 2016
Ma poi tutto cambiò...
I due giorni successivi trascorremmo parecchio tempo insieme, tornammo un paio di volte al campo da baseball, facemmo immersioni. Era fantastico...
Ma poi tutto cambiò. Non so perchè, a volte quando finalmente ottieni quel che hai sempre desiderato, ti accorgi che non tutto il mondo desidera che tu lo ottenga...
(brano tratto dal romanzo di Albert Espinosa "La notte in cui ci siamo ascoltati")
Ma poi tutto cambiò. Non so perchè, a volte quando finalmente ottieni quel che hai sempre desiderato, ti accorgi che non tutto il mondo desidera che tu lo ottenga...
(brano tratto dal romanzo di Albert Espinosa "La notte in cui ci siamo ascoltati")
martedì 31 maggio 2016
Aspirare alla gloria di scolaro modello...
Pur essendo in buoni rapporti con tutti, Boccadoro stentò a trovare un vero amico; fra i suoi compagni non c'era nessuno al quale si sentisse affine o che destasse in lui una particolare simpatia.
Gli altri poi erano sorpresi che l'energico pugilatore nel quale avevano creduto di trovare un piacevole attaccabrighe fosse invece un collega molto pacifico, che pareva aspirare soprattutto alla gloria di scolaro modello. (brano tratto dal romanzo di Hermann Hesse "Narciso e Boccadoro", capitolo II)
Gli altri poi erano sorpresi che l'energico pugilatore nel quale avevano creduto di trovare un piacevole attaccabrighe fosse invece un collega molto pacifico, che pareva aspirare soprattutto alla gloria di scolaro modello. (brano tratto dal romanzo di Hermann Hesse "Narciso e Boccadoro", capitolo II)
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sabato 28 maggio 2016
Bisogna trovare il proprio sogno...
“Bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perfetto.
Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno.” (Hermann Hesse)
Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno.” (Hermann Hesse)
Foto 1.2. di Capri (Febix96)
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mercoledì 25 maggio 2016
Senza falsi pudori...
Cos’e l’amicizia? L’amicizia si può definire come un rapporto nel
quale essere se stessi, senza falsi pudori. Un rapporto in cui accettare le
critiche, purché siano costruttive e non si basino sui valori.
Un rapporto
caratterizzato dal piacere, a volte dal conflitto, ma per la maggior parte
dall’accettazione della nostra individualità.
(Mireille Bourret, dal libro “Amicizie tossiche”)
(Mireille Bourret, dal libro “Amicizie tossiche”)
domenica 22 maggio 2016
Tutti abbiamo i nostri sogni...
Tutti abbiamo i nostri sogni, pensò. L’unica
differenza è che alcuni lottano, è non rinunciano a realizzare il proprio
destino, a costo di affrontare qualunque rischio, mentre gli altri si limitano
a ignorarli, timorosi di perdere quel poco che hanno. E così non potranno mai
riconoscere il vero scopo della vita.
(tratto da “Il Delfino”, Sergio Bambarén)
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domenica 8 maggio 2016
La morte non è nulla...
Metropolitan Ervin Szabo Library, Budapest
Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perchè quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.
(Epicuro, Lettera sulla felicità a Meneceo)
Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perchè quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.
(Epicuro, Lettera sulla felicità a Meneceo)
venerdì 6 maggio 2016
La solitudine è un ottimo punto di partenza.
"Potevo piangere,
pensai. Potevo premere la faccia su quel muro ruvido di mattoni e piangere per
tutto ciò che non avevo, per tutte le ingiustizie, per la stanchezza.
Potevo piangere per la frustrazione infinita e il
rancore, potevo piangere perché ero una perdente costretta alle più basse
umiliazioni. Ma se avessi pianto forse non mi sarei più fermata. E questo non
potevo permettermelo.
Probabilmente non avevo il cognome giusto, non ero
andata a scuola con la gente giusta e non ci avevo fatto i weekend di caccia
insieme, ma non mi sarei fatta rovinare la vita dai Rupert di turno, e non ero
così sicura da provare disprezzo nei loro confronti.
Meglio odiare. Odiare significa mantenere lucidità e
sangue freddo. Odiare significa essere
condannati alla solitudine. E se devi trasformarti in una persona nuova, la
solitudine è un ottimo punto di partenza.
Potevo sopportare anche questo, potevo superare
tutto."
(Un brano tratto dal libro “Maestra” di Lisa Hilton)
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domenica 1 maggio 2016
L’incontro col vero amore...
Per amore e odio l’essere umano attiva una grande quantità di energia, combatte, si sottopone a prove, corre dei rischi, supera le difficoltà più terribili, smuove le montagne o attraversa gli oceani e nulla lo può fermare fin tanto che non ha raggiunto il suo obiettivo. Per questo quando un uomo e una donna si innamorano veramente, avviene l’incontro di due anime che desiderano unirsi per sempre e vivere la vita in tutte le sue manifestazioni.
Per loro, l’esperienza dell’amore è come la fiamma che illumina l’oscurità, o il rombo di un tuono, o lo scintillio di milioni di luci che illuminano la loro esistenza.
L’incontro col vero amore accade una sola volta e quando avviene è per sempre. Tanto che uno di loro o entrambi possono dire: “all’unico essere, al mio unico amore, con tutto il mio cuore e per sempre dedico la mia esistenza, per tutta l’eternità.”
(Hernan Huarache Mamani, scrittore e curandero peruviano di etnia Quechua – Curandero= Sciamano: colui che scaccia il “malocchio”)
venerdì 29 aprile 2016
Fidarsi di se stesso...
"Quello che sto per dirti" cominciò, con la voce ridotta a un sussurro, tanto che fui costretto ad avvicinarmi ancora di più, "quello che sto per dirti ti sarà utile solo se ne farai la tua stella polare. Se lo mescoli ad altre filosofie o ad altre teorie non servirà a un bel niente". Annuì obbediente.
"Sono due concetti semplicissimi". Il tono di voce si era alzato, ma non mi scostai.
"Per prima cosa, ricordati sempre che amare vale molto di più che essere amati. L'amore che è in noi può smuovere o fermare universi interi. Ma se ti amano senza che tu ricambi questo sentimento, ti ritrovi in letargo".
Fece una pausa, mentre i primi raggi del sole illuminavano Capri. Non cercai nemmeno di assimilare quell'idea. Era una vita che mi lasciavo amare; forse ci voleva ben altro.
"La seconda cosa, e la più importante, per poter seguire la tua strada, è renderti conto che fin da quando siamo bambini non facciamo che rispondere a una domanda: Che cosa mi piace?
"Che cosa mi piace mangiare, che vestiti mi piacciono, quali giocattoli, quali studi, quale lavoro, quali amici, quale amore, che cosa mi piace nel sesso... E quella domanda traccia i confini di tutto il nostro mondo. Come se i nostri gusti indicassero un meta o un sogno. Ma non è così.
Quello che ci piace non segna il nostro percorso, e non lo fa nemmeno quello che non ci piace. A volte la direzione ci viene indicata da ciò che ci lascia indifferenti, ciò per cui non proviamo una particolare passione, ma che nemmeno ci annoia.
E' questo, che devi capire. Devi fidarti di te stesso, non di quello che credi ti piaccia. Il cammino lo decidi tu, non i tuoi gusti".
(tratto dal romanzo di Albert Espinosa, "Se mi chiami mollo tutto... però chiamami")
"Sono due concetti semplicissimi". Il tono di voce si era alzato, ma non mi scostai.
"Per prima cosa, ricordati sempre che amare vale molto di più che essere amati. L'amore che è in noi può smuovere o fermare universi interi. Ma se ti amano senza che tu ricambi questo sentimento, ti ritrovi in letargo".
Fece una pausa, mentre i primi raggi del sole illuminavano Capri. Non cercai nemmeno di assimilare quell'idea. Era una vita che mi lasciavo amare; forse ci voleva ben altro.
"La seconda cosa, e la più importante, per poter seguire la tua strada, è renderti conto che fin da quando siamo bambini non facciamo che rispondere a una domanda: Che cosa mi piace?
"Che cosa mi piace mangiare, che vestiti mi piacciono, quali giocattoli, quali studi, quale lavoro, quali amici, quale amore, che cosa mi piace nel sesso... E quella domanda traccia i confini di tutto il nostro mondo. Come se i nostri gusti indicassero un meta o un sogno. Ma non è così.
Quello che ci piace non segna il nostro percorso, e non lo fa nemmeno quello che non ci piace. A volte la direzione ci viene indicata da ciò che ci lascia indifferenti, ciò per cui non proviamo una particolare passione, ma che nemmeno ci annoia.
E' questo, che devi capire. Devi fidarti di te stesso, non di quello che credi ti piaccia. Il cammino lo decidi tu, non i tuoi gusti".
(tratto dal romanzo di Albert Espinosa, "Se mi chiami mollo tutto... però chiamami")
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lunedì 25 aprile 2016
domenica 24 aprile 2016
Senza nessuna ragione...
"Uno si costruisce
grandi storie, questo è il fatto, e può
andare avanti anni a
crederci, non importa quanto pazze sono e inverosimili, uno se le
porta addosso e basta! E vorresti non finisse mai. Poi, un giorno,
succede che si rompe qualcosa, nel cuore del grande marchingegno
fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu
rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia
non ce l’hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un
altro e quell’altro invece sei tu. Alle volte basta un niente, anche solo
una bugia che affiora. Basta quello!" (Oceano Mare,
Alessandro Baricco)
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giovedì 21 aprile 2016
Dare dà più gioia che ricevere...
Dare
è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la
mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di
potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare
dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi
sento vivo.
(L’arte di Amare, Erich Fromm)
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martedì 19 aprile 2016
Diventare amico di un uomo malvagio...
Non lasciarti mai indurre a diventare amico di un uomo malvagio. Che vantaggio ne avresti? Nei momenti difficili non ti darebbe alcun aiuto e se le cose gli andassero bene non le dividerebbe certo con te. (Teognide di Megara Nisea - Corinto, difensore dei valori tradizionali)
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martedì 12 aprile 2016
L’incontro col vero amore...
Per amore e odio l’essere umano attiva una
grande quantità di energia, combatte, si sottopone a prove, corre dei rischi,
supera le difficoltà più terribili, smuove le montagne o attraversa gli oceani
e nulla lo può fermare fintanto che non ha raggiunto il suo obiettivo. Per
questo quando un uomo e una donna si innamorano veramente, avviene l’incontro
di due anime che desiderano unirsi per sempre e vivere la vita in tutte le sue
manifestazioni. Per loro, l’esperienza dell’amore è come la fiamma che illumina
l’oscurità, o il rombo di un tuono, o lo scintillio di milioni di luci che
illuminano la loro esistenza. L’incontro col vero amore accade una sola volta e
quando avviene è per sempre. Tanto che uno di loro o entrambi possono dire:
“all’unico essere, al mio unico amore, con tutto il mio cuore e per sempre
dedico la mia esistenza, per tutta l’eternità.”
(Hernan Huarache Mamani)
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lunedì 4 aprile 2016
Non sprecate l'oro delle vostre giornate...
Soltanto le persone superficiali non giudicano dalle apparenze. Il vero mistero del mondo è il visibile, non l'invisibile... Sì, signor Gray, gli Dèi sono stati benevoli con voi, ma gli Dèi si riprendono ben presto ciò che hanno donato. Avete solo pochi anni per vivere veramente, perfettamente, pienamente. Quando finirà la vostra gioventù sparirà insieme con essa anche la vostra bellezza e allora vi accorgerete di colpo che per voi non ci sono più trionfi, oppure che dovete accontentarvi di quei bassi trionfi che il ricordo del passato vi farà sembrare più amari di una sconfitta. Ogni mese che passa vi avvicina a qualche cosa di terribile. Il tempo è geloso di voi e ha dichiarato guerra ai vostri gigli e alle vostre rose. Diventerete giallo, con le guance incavate, con l'occhio smorto. Soffrirete orribilmente... Ah, finché avete la vostra giovinezza fate di essa una realtà. Non sprecate l'oro delle vostre giornate ad ascoltare gente noiosa, a cercare di emendare insuccessi senza speranza, a regalare la vostra vita a gente ignorante, ordinaria, volgare: sono queste le aspirazioni morbose, i falsi ideali del nostro tempo. Vivete! Vivete la vita prodigiosa che è in voi! Fate che per voi niente vada perduto. Cercate sempre sensazioni nuove, non abbiate paura di niente... (tratto dal romanzo di Oscar Wilde "Il ritratto di Dorian Gray" - cap. II)
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domenica 27 marzo 2016
Aspettare il momento giusto...
Quando
non si sà che fare.. quando si è resi sordi dal frastuono della vita, ed
accecati brutalmente dalle sue luci, quando si è confusi e ci si sente come una
barchetta di carta in un oceano in tempesta… bisogna essere capaci di fermarsi.
Sedersi lì al margine, in bilico sul bordo di questa voragine onnivora che è la
vita, e fare una cosa che ormai non c’e più concessa: Aspettare.
Aspettare
il momento giusto, o la cosa giusta, o la persona giusta, senza agguantare
nella mischia ciò che ci capita davanti. (“Shan Sa” pseudonimo di “Yan Ni”, autrice e pittrice francese)
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lunedì 21 marzo 2016
Non avere più paura...
"L'uomo porta dentro di sè le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare a non avere più "paura" questa è la meta ultima dell'uomo". (Italo Calvino, scrittore,1923-1985)
venerdì 18 marzo 2016
Avevo la sensazione che il tempo mi mancasse...
Le teorie del Calebbano risuonavano nei vicoli più sperduti, su tutte le bocche, e nessuno sembrava sorpreso dai cambiamenti. Nadja mormorava sconsolata che ormai anche le facce delle persone si erano trasformate, e che tutto era finito, per sempre. Una sera ci eravamo sfiorati per caso restando allacciati come per proteggerci dai motorini che sgommavano, dalle frasi biascicate nei cellulari, dalle urla. E un pomeriggio avevamo fatto l'amore in una macchia di alberi scampata alla devastazione dell'Orto Botanico, stringendoci senza dire una parola. Ma quando eravamo ritornati là il giorno dopo, non era stato lo stesso. Avevo la sensazione che il tempo mi mancasse, che sarei morto da un momento all'altro, e stringendole un polso volevo trascinarla di nuovo lì. (tratto dal romanzo di Giuseppe Montesano, "Di questa vita menzognera")
mercoledì 9 marzo 2016
Nostalgia per qualcosa in cui credere...
Chi dice che io sono uno che non crede, mi conosce meglio di quanto io conosca me stesso. Io posso essere uno che non crede, ma uno che non crede che ha nostalgia per qualcosa in cui credere. (Pier Paolo Pasolini)
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venerdì 4 marzo 2016
Diverso da come ti aspettavi...
Viene il giorno che ti guardi allo specchio e sei diverso da come ti aspettavi. Si, perchè lo specchio è la forma più crudele di verità. Non appari come sei veramente. Vorresti che la tua immagine corrispondesse a chi sei dentro e gli altri, vedendoti, potessero riconoscere subito se sei uno sincero, generoso, simpatico... invece ci vogliono sempre le parole o i fatti. E' necessario dimostrare chi sei. Sarebbe bello doversi limitare a mostrarlo. Sarebbe tutto più semplice. (Tratto da romanzo "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia)
domenica 28 febbraio 2016
L'ultimo amore di un uomo...
Argenis Montalvo Cerpa. Compania Nacional de Danza Mexico.
Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo. (Oscar Wilde)
Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo. (Oscar Wilde)
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giovedì 25 febbraio 2016
I sogni non hanno fretta...
Opera di Renso Castaneda.
I sogni sono sempre senza data e non hanno fretta se si dovranno avverare. Sono sospesi tra il cielo e la terra e sono in balìa dei venti. Regalano sempre emozioni e portano nelle tue braccia la carezza dell'impossibile. (tratta da "Uguali ma diversi" di Iginio Carvelli)
I sogni sono sempre senza data e non hanno fretta se si dovranno avverare. Sono sospesi tra il cielo e la terra e sono in balìa dei venti. Regalano sempre emozioni e portano nelle tue braccia la carezza dell'impossibile. (tratta da "Uguali ma diversi" di Iginio Carvelli)
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martedì 23 febbraio 2016
I più felici sono coloro...
I più felici sono coloro che vivono giorno per giorno come i bambini, portando a spasso le loro bambole che svestono e rivestono, girando con gran rispetto intorno alla dispensa dove la mamma ha rinchiuso i dolci, e quano infine riescono a ottenere quanto desiderano, lo dovorano a piena bocca gridando: "Ancora!". (Johann Wolfgang Goethe)
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domenica 21 febbraio 2016
La solitudine è silenziosa e fredda.
La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri. (tratto da "Il lupo della steppa" di Hermann Hesse)
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mercoledì 17 febbraio 2016
Cerca di essere te stesso...
Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. E' muto e cieco e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perchè glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perchè non può andarsene. Mai. Quest'uomo è la tua ombra. E' con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos'è la vita. (Giorgio Faletti, "Fuori da un evidente destino")
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sabato 13 febbraio 2016
Following a bird... (inseguendo un uccellino...)
"Se la musica vi fa piangere, non avete dubbi, è quella giusta".
"Noi diciamo che perdersi è brutto, ma perdere le paure e i pregiudizi è un bene".
"La musica siamo noi. La musica è una cosa che condividiamo. Noi mettiamo le mani ma la cosa più importante che esiste è ascoltare".
"Noi diciamo che perdersi è brutto, ma perdere le paure e i pregiudizi è un bene".
"La musica siamo noi. La musica è una cosa che condividiamo. Noi mettiamo le mani ma la cosa più importante che esiste è ascoltare".
(Ezio Bosso, pianista, compositore, direttore d'orchestra)
lunedì 8 febbraio 2016
Questo sono io.
Un sognatore che cammina solo su una spiaggia, un deserto intorno a lui; una testa invecchiata e tranquilla intorno alla quale ruotano uccelli di tempesta, stupiti; Dio chiamto a testimone, di tanto in tanto, in presenza di rocce e alberi; una canna che non soltanto pensa, ma medita; dei capelli che da neri diventano grigi, e da grigi diventano bianchi nella solitudine; un uomo che si sente diventare sempre più ombra; il lungo scorrere degli anni su colui che è assente, ma non morto; la gravità pensosa di questo diseredato; la nostalgia di questo innocente...
Un uomo talmente rovinato che non ha più che il suo "Onore"; talmente spogliato che non ha più che la sua "Coscienza"; talmente isolato che non ha più accanto che "l'Equità"; talmente rinnegato che non ha più con sè che la "Verità"; talmente respinto nelle tenebre che non gli resta più che il "Sole", ecco cos'è un proscritto. Ecco cosa sono io. (Victor-Marie Hugo, da Atti e Parole, 1852)
Un uomo talmente rovinato che non ha più che il suo "Onore"; talmente spogliato che non ha più che la sua "Coscienza"; talmente isolato che non ha più accanto che "l'Equità"; talmente rinnegato che non ha più con sè che la "Verità"; talmente respinto nelle tenebre che non gli resta più che il "Sole", ecco cos'è un proscritto. Ecco cosa sono io. (Victor-Marie Hugo, da Atti e Parole, 1852)
sabato 6 febbraio 2016
Quando si è fragili...
Baia di San Francisco USA.
Quando si è fragili emotivamente, basta guardare un panorama, ascoltare il suono del mare e ricordarsi il volto delle persone con cui siamo stati fino a qualche istante prima. (Tratto dal libro "Delfini" di B, Yoshimoto)
Quando si è fragili emotivamente, basta guardare un panorama, ascoltare il suono del mare e ricordarsi il volto delle persone con cui siamo stati fino a qualche istante prima. (Tratto dal libro "Delfini" di B, Yoshimoto)
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